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Stampa & Militanza. Gaza. Ops! Lasorella dimentica Hamas

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno per Carmen Lasorella Iran e Stati Uniti uguali sono e attribuisce a Israele la responsabilità della crisi umanitaria, senza confrontarsi con quanto denunciato dalle Nazioni Unite

Anna Borioni

Tempo di Lettura: 4 min
Stampa & Militanza. Gaza. Ops! Lasorella dimentica Hamas

La Stampa, 16 giugno 2026

Mi si aiuti a definire l’impostazione del pezzo che Carmen Lasorella, già inviata di guerra della Rai, pubblica il 13 luglio sulla Gazzetta del Mezzogiorno, dal titolo ‘Il cardinale Pizzaballa e il medico dei bambini che sta morendo a Gaza’, nel quale racconta una conversazione con il Patriarca latino di Gerusalemme, incontrato in occasione del Premio internazionale San Benedetto conferitogli dal Comune di Norcia.

Già dalle prime righe Lasorella assesta un primo colpo, mettendo sullo stesso piano Iran e Stati Uniti quando osserva, con toni amari, che ci si abitua anche alla guerra e «agli show straordinari che materializzano la forza dei regimi, a oriente come a occidente, transitando dalle celebrazioni per un funerale, che ribadisce l’identità fondamentalista di un mondo arroccato sulla propria identità come l’Iran, piuttosto che per l’anniversario della nascita di un grande paese quale gli Stati Uniti d’America».

Come, come? Negli Stati Uniti ci sarebbe un regime che celebra la propria forza come fa quello degli ayatollah? C’è da restare sorpresi davanti a un paragone che vorrebbe apparire obiettivo e pacato. E persino verosimile.

Il secondo affondo riguarda Israele. La giornalista scrive che il cardinale, tornato da Gaza per la quinta volta, «ha parlato di catastrofe. Manca qualsiasi aiuto umanitario, il cibo, l’acqua, non ci sono le medicine».Colpisce che un’inviata di guerra di grande esperienza non approfondisca proprio il tema degli aiuti umanitari destinati alla Striscia. Da consumata professionista lascia invece la questione in sospeso, inducendo il lettore a collegare automaticamente quella situazione all’azione israeliana. Di conseguenza non si pone la domanda decisiva: perché gli aiuti mancano?

Poche righe più avanti, però, si chiede «quale futuro si può costruire se non ci si oppone alla politica fondamentalista e coloniale di Israele». Ed ecco che la risposta sembra arrivare da sola. La responsabilità ricadrebbe sullo Stato ebraico, descritto come fondamentalista al pari dell’Iran. Ma che cosa significa, in questo contesto, “coloniale”? Che Israele avrebbe intrapreso la guerra a Gaza non per difendersi da un attacco genocidario, bensì per occupare la Striscia e, se possibile, lasciare morire di fame e di stenti la popolazione palestinese?

Indipendentemente dall’opinione che Carmen Lasorella può avere sul conflitto mediorientale, un approfondimento sulla questione degli aiuti avrebbe portato a prendere in considerazione anche quanto denunciato il 12 luglio da Ramiz Alakbarov, vice coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente e coordinatore residente e umanitario per il Territorio palestinese occupato.Una denuncia che conferma quanto Israele sostiene da tempo: gli aiuti vengono ostacolati da Hamas.

Dichiara Alakbarov: «Condanno fermamente il recente ostacolo alle operazioni umanitarie a Gaza da parte dell’autorità di fatto, che ha messo in pericolo il personale umanitario, intimidito gli operatori che forniscono assistenza alimentare salvavita e interrotto attività umanitarie essenziali.

Ieri gli operatori umanitari sono stati costretti a sospendere la distribuzione di alimenti dopo che personale armato affiliato all’autorità di fatto è entrato con la forza nel punto di distribuzione di Abu Rashid, a Jabalia, nel nord di Gaza. Le stesse forze sono inoltre entrate in un magazzino del WFP e avrebbero aggredito due camionisti impegnati nella consegna di rifornimenti umanitari. Questi episodi non sono isolati. Sono del tutto inaccettabili e riflettono un modello sempre più pericoloso di intimidazione, violenza e ostruzione, compresi tentativi di contrabbando, attacchi e abusi ai danni delle operazioni umanitarie. Tutto questo mette a rischio gli operatori umanitari, interrompe la distribuzione di aiuti salvavita e limita ulteriormente la capacità delle organizzazioni umanitarie di operare mentre la popolazione civile di Gaza continua ad affrontare una gravissima emergenza umanitaria».

Mi fermo qui. Il testo completo della dichiarazione è disponibile sul sito di ReliefWeb.

Nota per Carmen Lasorella: per “autorità di fatto” a Gaza le Nazioni Unite intendono Hamas, organizzazione terroristica che controlla la Striscia.

Nota per i lettori: a confronto con il taglio dell’articolo di Lasorella, le dichiarazioni del cardinale Pizzaballa appaiono misurate, realistiche e improntate alla prudenza.



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