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Spagna. La tv pubblica ignora l’atleta israeliano

RTVE presenta uno per uno gli atleti dei 400 ostacoli, poi tace quando appare il campione israeliano. Il video diventa virale

Alessandro Carmi

Tempo di Lettura: 3 min
Spagna. La tv pubblica ignora l’atleta israeliano

La telecamera scorre sugli atleti schierati alla partenza dei 400 metri ostacoli e i telecronisti della televisione pubblica spagnola RTVE fanno quello che accade normalmente prima di una gara internazionale: pronunciano il nome di ciascun concorrente e indicano il Paese che rappresenta. Quando l’inquadratura arriva sull’israeliano Omri Shiff, però, il meccanismo si interrompe. Nessun nome, nessuna nazionalità. I commentatori parlano d’altro. Passato Shiff, la presentazione riprende regolarmente con l’atleta successivo. Il filmato della gara, disputata ai Campionati europei di atletica a Birmingham, è diventato rapidamente virale e ha provocato accuse di discriminazione nei confronti dell’emittente spagnola.

La sequenza è difficile da equivocare. Mentre vengono presentati gli atleti delle diverse corsie, nome e Paese accompagnano le immagini. Al momento di Shiff, i telecronisti continuano invece a discutere di un problema tecnico che aveva provocato il ritardo di un concorrente precedente. Appena la regia passa all’atleta ungherese, la telecronista torna immediatamente allo schema utilizzato fino a quel momento e lo identifica con nome e nazionalità. Shiff viene così lasciato senza presentazione, benché la grafica televisiva mostri chiaramente il suo nome e la bandiera israeliana.

Non risultano, al momento, elementi che consentano di stabilire con certezza se l’omissione sia stata concordata oppure sia nata dalla scelta dei commentatori durante la diretta. Il risultato resta però singolare proprio per la precisione con cui la presentazione viene effettuata prima e dopo il passaggio sull’israeliano. Sui social il video è stato rilanciato sia da account israeliani, che hanno parlato apertamente di antisemitismo, sia da pagine filopalestinesi, dove l’episodio è stato presentato come una forma di boicottaggio silenzioso dello sport israeliano.

La circostanza assume un peso ulteriore perché riguarda RTVE, il servizio pubblico radiotelevisivo spagnolo, finanziato dallo Stato e sottoposto a obblighi di imparzialità e correttezza che rendono un episodio del genere diverso dalla presa di posizione di un commentatore privato o di un attivista. Al momento delle prime segnalazioni non è emersa una spiegazione pubblica dell’emittente capace di chiarire le ragioni dell’omissione.

Shiff, 25 anni, è uno dei migliori specialisti israeliani dei 400 ostacoli. World Athletics gli attribuisce il record nazionale di 49″82, realizzato a Gerusalemme il 14 agosto 2025, e sei titoli nazionali. Nella stagione 2026 aveva corso in 50″69 a Gerusalemme e partecipato a diverse competizioni internazionali. A Birmingham è stato successivamente squalificato, circostanza sportivamente distinta da quanto accaduto durante la presentazione televisiva.

L’episodio cade soprattutto in un momento particolarmente delicato nei rapporti fra Spagna e Israele. Negli ultimi tre anni Madrid è diventata una delle capitali europee nelle quali la contrapposizione politica al governo israeliano si è manifestata con maggiore durezza, mentre le polemiche hanno ripetutamente investito anche manifestazioni culturali e sportive. È proprio su questo terreno che la distinzione fra critica politica e discriminazione individuale diventa decisiva: Shiff stava partecipando a una gara con la divisa del proprio Paese e non rappresentava il governo israeliano né una sua decisione politica.

Quanto accaduto a Birmingham racconta quindi qualcosa che supera i quarantacinque secondi di un video. Il boicottaggio di Israele, quando smette di riguardare istituzioni o decisioni politiche e comincia a colpire il singolo israeliano semplicemente perché israeliano, cambia natura. Nel caso di Shiff il gesto è stato persino più elementare: per alcuni secondi è bastato tacere, lasciando che un atleta comparisse sullo schermo senza avere diritto neppure al proprio nome.

Sarà adesso importante capire se RTVE fornirà una spiegazione e se l’omissione sarà esaminata dall’emittente. Perché il punto, alla fine, è molto semplice. In una competizione internazionale un atleta può essere applaudito, criticato, sconfitto o squalificato secondo le regole dello sport. Cancellarlo dalla telecronaca a causa della bandiera che porta sulla maglia appartiene a tutt’altra categoria.