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Shopping. Arabia Saudita e Kushner: 55 miliardi di dollari per Electronic Arts

La casa di EA Sports FC, The Sims e Battlefield lascia Wall Street dopo 36 anni. Nuovo passo della strategia saudita per conquistare il mercato globale dell’intrattenimento digitale

Alessandro Carmi

Tempo di Lettura: 3 min
Shopping. Arabia Saudita e Kushner: 55 miliardi di dollari per Electronic Arts

L’Arabia Saudita continua ad allungare la propria ombra sull’industria globale dell’intrattenimento. La casa produttrice di videogiochi Electronic Arts (EA), una delle aziende più importanti del settore, è stata acquisita per 55 miliardi di dollari da un consorzio guidato dal Public Investment Fund (PIF) saudita insieme ad Affinity Partners, il fondo d’investimento di Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump, e al fondo statunitense Silver Lake.

L’operazione, una delle più imponenti mai realizzate nel settore videoludico, è stata completata dopo il via libera definitivo delle autorità antitrust europee. EA uscirà quindi dalla Borsa dopo 36 anni di quotazione e diventerà una società privata.
Fondata nel 1982 dall’ex dirigente Apple Trip Hawkins, Electronic Arts è diventata uno dei simboli dell’industria dei videogiochi grazie a titoli che hanno venduto centinaia di milioni di copie nel mondo. Tra questi figurano EA Sports FC (l’ex FIFA), The Sims, Battlefield, Madden NFL, Apex Legends e numerose altre serie di successo.

Per il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman si tratta dell’ennesimo tassello di una strategia iniziata da anni. Attraverso il Public Investment Fund, Riad ha investito centinaia di miliardi di dollari nello sport, nei media, nell’intrattenimento e nelle nuove tecnologie. Dopo il calcio europeo, il golf, gli eSports e numerose partecipazioni in grandi aziende internazionali, il regno punta ora a rafforzare la propria presenza anche nell’industria videoludica, considerata uno dei mercati più redditizi del prossimo decennio.

Secondo Jared Kushner, l’operazione consentirà a EA di accelerare la propria crescita. “Electronic Arts ha creato personaggi, storie e comunità che fanno ormai parte della vita quotidiana di centinaia di milioni di persone”, ha dichiarato. “Vogliamo accompagnare l’azienda nell’espansione verso nuovi pubblici e offrire nuove modalità attraverso cui le persone possano connettersi grazie ai videogiochi”.

L’acquisizione arriva in una fase di rallentamento della crescita di Electronic Arts. Negli ultimi anni il fatturato si è mantenuto sostanzialmente stabile, oscillando tra i 7,4 e i 7,6 miliardi di dollari, mentre la concorrenza dei giochi per smartphone e dei servizi online è diventata sempre più intensa. L’azienda impiega circa 14.500 dipendenti e nei mesi scorsi aveva già annunciato centinaia di licenziamenti.

L’operazione si inserisce in un processo di forte consolidamento del settore. Nel 2023 Microsoft aveva acquisito Activision Blizzard per circa 69 miliardi di dollari, in quella che rimane la più grande acquisizione nella storia dell’industria dei videogiochi.

Diventando una società privata, EA non sarà più obbligata a pubblicare trimestralmente i propri risultati finanziari. Secondo molti analisti, questo consentirà al management di pianificare investimenti di lungo periodo con minori pressioni da parte dei mercati finanziari.

Per l’Arabia Saudita, invece, l’acquisizione rappresenta molto più di un investimento finanziario: è un ulteriore passo nella costruzione di un’influenza globale che passa ormai anche attraverso i videogiochi, un’industria che vale centinaia di miliardi di dollari e raggiunge ogni giorno miliardi di utenti in tutto il mondo.