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Saint-Denis. Omaggio a Marwan Barghouti. Scontro sulla legittimazione del terrorismo palestinese

Il sindaco della città francese Bally Bagayoko concede la cittadinanza onoraria al leader di Fatah condannato all’ergastolo in Israele e fa issare la bandiera palestinese sul municipio

Rosa Davanzo

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Saint-Denis. Omaggio a Marwan Barghouti. Scontro sulla legittimazione del terrorismo palestinese

La nuova amministrazione di Saint-Denis ha scelto uno dei gesti politici più divisivi che si potessero immaginare. Mercoledì 1° luglio il sindaco della città francese, Bally Bagayoko, esponente de La France Insoumise, ha conferito la cittadinanza onoraria a Marwan Barghouti, detenuto nelle carceri israeliane dal 2002 e condannato a cinque ergastoli per il suo coinvolgimento in attentati terroristici costati la vita a civili israeliani. Alla cerimonia era presente la moglie, Fadwa Barghouti, che ha ricevuto il riconoscimento a nome del marito. Subito dopo il sindaco ha fatto issare la bandiera palestinese sulla facciata del municipio.

L’iniziativa era stata annunciata già durante la campagna elettorale di Bagayoko e rappresenta una precisa scelta politica della nuova amministrazione della più grande città francese governata da La France Insoumise. Durante il suo intervento il sindaco ha presentato Barghouti come simbolo della lotta del popolo palestinese, collegando il riconoscimento alla solidarietà internazionale verso la causa palestinese.
Il nome di Marwan Barghouti continua tuttavia a dividere profondamente l’opinione pubblica internazionale. Per una parte del mondo palestinese viene considerato un leader politico e il possibile successore di Mahmoud Abbas, tanto da essere spesso definito il “Mandela palestinese”. Israele, invece, lo considera uno dei principali responsabili della campagna terroristica della seconda Intifada.

Nel 2004 un tribunale israeliano lo ha riconosciuto colpevole dell’organizzazione e del coinvolgimento in diversi attentati che provocarono la morte di cinque civili israeliani, condannandolo a cinque ergastoli oltre ad altri quarant’anni di reclusione. Pur appartenendo a Fatah, Barghouti è stato accusato di aver diretto e finanziato le attività delle Brigate dei Martiri di al-Aqsa, organizzazione responsabile di numerosi attacchi durante gli anni più sanguinosi della seconda Intifada.

Il gesto del sindaco di Saint-Denis si inserisce in una lunga serie di iniziative analoghe promosse da amministrazioni locali francesi. Negli ultimi anni numerosi comuni hanno attribuito a Barghouti la cittadinanza onoraria, dando vita a un contenzioso con lo Stato francese. In alcuni casi i prefetti hanno impugnato le delibere davanti ai tribunali amministrativi; in altri, invece, le amministrazioni comunali hanno ottenuto ragione, alimentando un dibattito che continua ancora oggi sui limiti dell’azione simbolica degli enti locali in materia di politica internazionale.

L’episodio di Saint-Denis assume inoltre un valore particolare per il momento storico in cui arriva. A quasi tre anni dal massacro del 7 ottobre 2023 e mentre la guerra tra Israele e Hamas continua a produrre profonde fratture politiche in Europa, la scelta di onorare una figura condannata per terrorismo viene interpretata da Israele e da molte organizzazioni ebraiche come una forma di legittimazione della violenza politica. I sostenitori dell’iniziativa replicano invece che il riconoscimento riguarda il ruolo politico di Barghouti e il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione.

La cerimonia, accompagnata dall’innalzamento della bandiera palestinese sul municipio, è destinata ad alimentare ulteriormente un confronto che da tempo attraversa la politica francese e che continua a riflettere le profonde divisioni esistenti in Europa sul conflitto israelo-palestinese.