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Rete di terroristi in Europa. Hamas preparava un secondo 7 ottobre

Un’inchiesta svizzera ricostruisce il piano dell’organizzazione terroristica per colpire obiettivi ebraici e israeliani in diversi Paesi europei attraverso una rete clandestina attiva da anni

Paolo Montesi

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Rete di terroristi in Europa. Hamas preparava un secondo 7 ottobre

Hamas avrebbe progettato di replicare in Europa un’operazione ispirata al massacro del 7 ottobre 2023, predisponendo una rete clandestina di cellule dormienti, depositi di armi e canali logistici destinati a entrare in azione contro obiettivi ebraici, israeliani e occidentali. È quanto emerge da un’inchiesta pubblicata dal quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung, basata anche sui documenti delle indagini condotte dalle autorità tedesche, che ricostruisce una strategia sviluppata nel corso degli anni ben prima dell’attacco contro Israele.

Secondo quanto riportato dal giornale, la struttura operativa sarebbe stata costruita con grande discrezione in diversi Paesi europei, dove Hamas avrebbe accumulato armi, esplosivi e munizioni, predisponendo una rete di appoggi destinata a sostenere eventuali attentati coordinati. Gli investigatori ritengono che il progetto prevedesse l’attivazione simultanea di più cellule terroristiche, pronte a ricevere gli ordini dalla leadership dell’organizzazione.

L’indagine individua Germania, Austria, Danimarca, Regno Unito, Grecia e Cipro fra i principali Paesi interessati dalle attività della rete clandestina. Proprio le operazioni di intelligence e le indagini coordinate fra i servizi di sicurezza europei avrebbero consentito di individuare diversi depositi di armi e di procedere a una serie di arresti che, secondo gli investigatori, hanno impedito l’attuazione del piano.

Uno dei casi più significativi riguarda l’Austria, dove lo scorso anno è stato scoperto un arsenale contenente pistole, munizioni ed esplosivi. Vienna avrebbe svolto un ruolo logistico di primo piano nell’organizzazione della rete. A Londra è stato arrestato un cittadino britannico di 39 anni sospettato di essere collegato proprio al deposito di armi rinvenuto nella capitale austriaca. Nel complesso, secondo gli atti dell’inchiesta, tredici pistole, un fucile d’assalto AK-47 e oltre novecento munizioni sarebbero transitati attraverso Danimarca, Germania e Austria. In Germania quattro appartenenti ad Hamas sono già stati condannati per il loro coinvolgimento nelle attività della rete.

L’aspetto che più preoccupa gli investigatori è la natura di lungo periodo del progetto. Le carte dell’inchiesta, infatti, indicherebbero che la preparazione delle infrastrutture clandestine sarebbe iniziata diversi anni prima del 7 ottobre, smentendo le ripetute dichiarazioni con cui Hamas aveva sostenuto di limitare le proprie operazioni militari a Israele e ai territori palestinesi. Secondo la procura federale tedesca, l’organizzazione avrebbe invece lavorato per costruire una capacità operativa permanente anche sul continente europeo.

Le accuse formulate dalla magistratura tedesca riguardano l’individuazione e la gestione di depositi di armi, la predisposizione di canali per il traffico di armamenti e la creazione di una rete logistica capace di sostenere attentati in tempi rapidi. L’ipotesi investigativa è che gli obiettivi individuati comprendessero istituzioni ebraiche, sedi israeliane e altri bersagli occidentali.

La ricostruzione pubblicata dal quotidiano svizzero conferma come la minaccia rappresentata da Hamas non sia limitata al Medio Oriente. Per i servizi di sicurezza europei il contrasto alle reti clandestine dell’organizzazione resta una delle principali priorità, mentre la cooperazione tra intelligence e magistrature di diversi Paesi continua a intensificarsi nel tentativo di prevenire nuovi attentati sul territorio europeo.