C’era un tempo in cui i libri si criticavano. Magari prima si leggevano, e poi si discutevano. E, se era il caso, si contestavano. Oggi è tutto più facile, basta che l’autore non venga. Siamo dentro il grande progresso della cultura occidentale, laddove non serve più bruciare i libri, basta cancellare gli inviti. Succede a Eshkol Nevo, a Erri De Luca e vedrete che la fila, sia pure lentamente si andrà allungando (o accorciando, dipende dalla voglia di sacrificio). Naturalmente tutto ciò viene presentato come dialogo, inclusione, sensibilità e grande attenzione ai diritti umani. La censura moderna si presenta sempre in abiti eleganti. Mica urla, firma appelli.
La cosa più divertente è che molti di questi professionisti del boicottaggio passano le giornate a spiegare agli altri quanto sia importante ascoltare le voci diverse. Poi arriva uno autore che non garba loro e scoprono di colpo che alcune voci sono troppo diverse per essere ascoltate.Non vogliono mettere al bando un libro, non sia mai detto! Vogliono mettere al bando una persona, operazione più rapida e che oltretutto richiede meno fatica intellettuale.
Domanda: ma se uno scrittore può parlare soltanto quando conferma le nostre idee, a che cosa serve invitarlo? Risposta: forse non cercano il confronto ma eco. E l’eco, si sa, è una forma particolarmente pigra, e a volte ridicola, di cultura.
Bidoni della spazzatura
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