L’antisemitismo contemporaneo ha ormai assunto forme che fino a pochi anni fa sarebbero sembrate marginali, folkloristiche o semplicemente grottesche. Oggi invece viaggia dentro un ecosistema gigantesco fatto di influencer, podcast, piattaforme video e social network capaci di raggiungere milioni di giovani in tempo reale. E così può accadere che due tra i personaggi più influenti della galassia estremista americana finiscano per accusarsi pubblicamente di aver discusso persino dell’eliminazione fisica di ministri israeliani.
Lo scontro esploso su X tra Nick Fuentes e Dan Bilzerian sembra uscito da una caricatura del radicalismo digitale occidentale, ma racconta molto bene il clima che si sta diffondendo in una parte dell’universo online americano. Fuentes, figura di riferimento dell’area “America First” e volto ormai centrale dell’estrema destra suprematista statunitense, ha raccontato che durante un incontro a casa di Bilzerian l’ex playboy milionario avrebbe chiesto quanto sarebbe stato difficile assassinare membri del governo israeliano.
Secondo Fuentes, Bilzerian avrebbe fatto allontanare i telefoni cellulari dalla stanza prima di affrontare l’argomento. “La prima volta che ho incontrato Dan Bilzerian a casa sua, ci ha chiesto di mettere i cellulari in un’altra stanza, poi mi ha chiesto quanto sarebbe stato difficile assassinare dei ministri del governo israeliano”, ha scritto Fuentes su X. Lo stesso influencer ha aggiunto che Bilzerian lo avrebbe invitato successivamente a Dubai e in Qatar e che durante quel viaggio sarebbe stato fermato dall’FBI.
Bilzerian ha reagito definendo tutto “sciocchezze inventate”, accusando a sua volta Fuentes di sabotare chiunque tenti di “fare qualcosa di positivo”. La discussione è rapidamente degenerata in una sequenza di insulti reciproci che però non cancella il dato centrale della vicenda. Entrambi i protagonisti appartengono infatti a un ambiente ideologico dove l’odio verso Israele e gli ebrei costituisce ormai un collante identitario stabile.
Nick Fuentes, più volte accusato di suprematismo bianco e negazionismo, è diventato negli ultimi anni uno dei principali punti di riferimento dell’estrema destra americana online. L’universo politico e mediatico legato allo slogan “America First” mescola isolazionismo, antisemitismo, nostalgia autoritaria e culto della provocazione permanente. Nel 2022 la cena di Fuentes con Donald Trump e Kanye West provocò uno scandalo enorme negli Stati Uniti proprio a causa delle posizioni apertamente antiebraiche dell’influencer.
Dan Bilzerian rappresenta invece una figura diversa ma altrettanto significativa del nuovo radicalismo digitale. Ex giocatore di poker, influencer milionario costruito sull’ostentazione di lusso, armi e donne, Bilzerian negli ultimi anni ha trasformato i propri profili social in una piattaforma ossessivamente anti-israeliana, arrivando spesso a condividere contenuti estremi, accuse complottiste e messaggi violentissimi contro lo Stato ebraico.
Il dettaglio più inquietante della vicenda riguarda forse la normalizzazione di un linguaggio che sfiora apertamente la violenza politica. Anche se non esistono prove pubbliche a sostegno delle accuse lanciate da Fuentes, il semplice fatto che una discussione del genere possa apparire plausibile agli occhi di milioni di utenti racconta il livello raggiunto dalla radicalizzazione online.
Dietro il litigio personale tra i due influencer emerge poi una frattura interna alla stessa galassia estremista americana. Negli ultimi mesi una parte dell’universo “America First” sta vivendo scontri sempre più duri tra figure che competono per leadership, denaro, visibilità e capacità di influenza sulle nuove generazioni. Secondo il New York Times, attorno a Fuentes si starebbero moltiplicando incontri e manovre per ridefinire gli equilibri del movimento nazionalista radicale americano.
Resta però il punto più importante. Personaggi che fino a qualche anno fa sarebbero stati confinati ai margini dell’estremismo oggi parlano quotidianamente a platee immense, spesso giovanissime, dentro uno spazio digitale dove antisemitismo, culto della violenza, complottismo e spettacolo si fondono senza più alcun argine culturale serio.