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Dal Terzo Reich a Hezbollah la mitragliatrice nazista ritrovata nel sud del Libano

Tsahal espone parte dell’arsenale sequestrato a Hezbollah e mostra anche una MG34 tedesca dell’epoca nazista

Alessandro Carmi

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Dal Terzo Reich a Hezbollah la mitragliatrice nazista ritrovata nel sud del Libano

Dentro i depositi di Hezbollah trovati nel sud del Libano è riemerso anche un pezzo di storia europea che sembrava sepolto da decenni. Tra missili iraniani, droni esplosivi, lanciarazzi e fucili di precisione, i soldati israeliani hanno infatti recuperato una mitragliatrice tedesca MG34 risalente all’epoca del Terzo Reich, arma simbolo della Wehrmacht hitleriana durante la Seconda guerra mondiale. La fotografia diffusa da Tsahal ha immediatamente attirato l’attenzione, perché quel reperto militare diventa anche il simbolo inquietante di una stratificazione ideologica e militare che attraversa il Medio Oriente contemporaneo e che continua a incrociare l’antisemitismo europeo del Novecento con il jihadismo armato sostenuto dall’Iran.

L’esercito israeliano ha presentato in questi giorni una parte dell’arsenale sequestrato a Hezbollah nel corso delle operazioni nel sud del Libano, sostenendo di avere recuperato più di 7.500 armi ed equipaggiamenti militari dall’inizio dell’operazione “Ruggito del Leone”. Secondo gli ufficiali israeliani, i materiali trovati comprendono missili anticarro iraniani, droni kamikaze, razzi, cinture esplosive, mortai, sistemi di osservazione e grandi quantità di munizioni provenienti anche da Russia e Cina.

Il dato che emerge con maggiore forza riguarda soprattutto la capillarità dell’infrastruttura militare di Hezbollah. Molte delle armi, secondo Tsahal, erano nascoste all’interno di abitazioni civili, scuole e perfino in prossimità di strutture mediche del sud del Libano. Un ufficiale della riserva israeliana, il tenente colonnello Idan Sharon-Kettler, incaricato della gestione delle armi catturate, ha spiegato che il materiale sequestrato dimostrerebbe come Hezbollah abbia continuato a rafforzarsi anche dopo gli accordi che avrebbero dovuto limitare la presenza armata dell’organizzazione a sud del Litani.

Per Israele questa è la conferma di un problema strategico che dura da anni. Dopo ogni guerra o cessate il fuoco, Hezbollah ricostruisce rapidamente il proprio arsenale grazie ai rifornimenti iraniani e alle reti logistiche che attraversano Siria e Libano. La quantità di armi recuperate nelle ultime settimane rafforza la convinzione, dentro gli ambienti militari israeliani, che il movimento sciita abbia trasformato intere aree del Libano meridionale in una piattaforma militare permanente.

La presenza della vecchia MG34 nazista, pur avendo probabilmente un valore operativo limitato, possiede invece un enorme peso simbolico. La mitragliatrice fu prodotta dalla Germania hitleriana a partire dagli anni Trenta e venne utilizzata massicciamente dalle forze tedesche durante la guerra. Non è chiaro come quell’arma sia arrivata nei depositi di Hezbollah, anche se il Medio Oriente è pieno di armamenti storici transitati nei decenni attraverso guerre, milizie e traffici clandestini. Resta però l’immagine potentissima di un’arma del Terzo Reich ritrovata nelle mani di un’organizzazione che da anni invoca apertamente la distruzione dello Stato ebraico.

Dietro l’esibizione dell’arsenale sequestrato emerge anche un altro elemento, molto più concreto e immediato. Diversi riservisti israeliani intervistati dalla stampa locale ammettono infatti che i successi militari non bastano a garantire sicurezza duratura agli abitanti del nord di Israele. La convinzione diffusa dentro Tsahal è che senza una soluzione diplomatica e senza una pressione internazionale reale sul Libano e sull’Iran, Hezbollah continuerà a riarmarsi ciclicamente.

Nel frattempo aumenta anche la stanchezza tra i riservisti mobilitati da mesi sul fronte settentrionale. Secondo Ynet, molti soldati richiamati hanno già affrontato diverse rotazioni operative dall’inizio della guerra e parlano apertamente di logoramento. Un segnale che racconta quanto il confronto con Hezbollah venga percepito in Israele come una guerra destinata a durare ancora a lungo.