La marina militare israeliana ha intercettato le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali al largo di Creta la notte del 29 aprile, mentre erano dirette verso Gaza per rompere il blocco navale imposto da Israele sull’enclave palestinese. Ben 175 attivisti sono stati bloccati e trasferiti a Creta (alcuni hanno denunciato di aver subito percosse e violenze). Due leader della Flotillla Saif Abukeshek e Thiago de Avila sono stati tratti in arresto e trasferiti in carcere, dove sono ancora trattenuti in isolamento in attesa del giudizio della magistratura israeliana sulle accuse a loro rivolte. Subito si sono messe all’opera la denuncia delle malefatte di Israele e la solidarietà con gli attivisti impegnati, per la seconda volta, nell’azione meritoria di portare aiuti alla popolazione di Gaza che versa in condizioni di grave crisi umanitaria.
Da Ginevra, il portavoce dell’Ufficio Onu per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan, ha usato parole che non lasciano spazio a interpretazioni diplomatiche. “Israele deve rilasciare immediatamente e senza condizioni Saif Abukeshek e Thiago de Avila”. Ma soprattutto ha aggiunto una frase che sposta il piano della discussione: “Non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno”.
Al di là di questa prova di buona volontà, ci sarebbe da chiarire alcuni aspetti intessuti con la grande coda di paglia che esibiscono i pro Pal e affini. Da quelle parti è in atto una guerra ed è pertanto una buona ragione per trattare la spedizione della Flotilla Global Sumud con qualche accorgimento in più di quello riservato ad una tradizionale regata sportiva. Il tanto invocato diritto internazionale prevede che alle popolazioni civili siano assicurati aiuti umanitari e pertanto vi sono istituzioni (come la Croce Rossa, le organizzazioni internazionali e quant’altro) che organizzano i rifornimenti sulla base degli accordi intervenuti e delle regole stabilite. Se si seguissero questi canali – peraltro operanti – non ci sarebbero problemi. Si dice che gli aiuti siano insufficienti: è un problema che può essere affrontato tramite canali istituzionali abilitati pure ad indicare il fabbisogno piuttosto che il ‘’fai da te’’ truffaldino. La Flotilla si rifiuta di stare a queste regole: il suo obiettivo dichiarato è quello di ‘’forzare il blocco’’, quindi si tratta di un atto ostile verso una delle parti in conflitto che giustifica una reazione.
C’è poi la questione delle acque internazionali dove – si dice – Israele non può rivendicare una giurisdizione sulla legittimità delle spedizioni del naviglio. Vogliamo continuare a dissimulare con argomenti giuridici questioni politiche di grande rilievo? Facciamo pure. Almeno però si riconosce un minimo di par condicio a quanti – come chi scrive – hanno approvato il blitz israeliano. Possiamo dire che i navigatori ‘’se la sono cercata’’? Non è una considerazione ‘’politicamente corretta’’, lo sappiamo. Ma sarà concesso – a noi semplici osservatori – di fare il verso al segretario generale dell’Onu Antonio Guterrez e alla dichiarazione resa nella riunione del Consiglio di Sicurezza il 24 ottobre 2023 a commento degli orrori del 7 ottobre da parte di Hamas? Guterres condannò quella strage di civili, ma volle aggiungere delle considerazioni che furono, giustamente, molto criticate: «è importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono avvenuti nel vuoto: il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione. Hanno visto la loro terra costantemente divorata dagli insediamenti e piagata dalla violenza, la loro economia soffocata, la loro gente sfollata e le loro case demolite. Le loro speranze per una soluzione politica alla loro situazione sono svanite».
In sostanza, gli israeliani dei kibbuz, messi a ferro e fuoco il 7 ottobre 2023, in quanto corresponsabili dei misfatti dei loro governi, dovevano aspettarsi la reazione degli oppressi. Se la ‘’erano andata a cercare’’ perché ebrei colonialisti. Gli attivisti propal, prima di imbarcarsi, erano stati persino avvertiti di ciò che li aspettava. E se la sono cavata con qualche ammaccatura.