Mentre i rapporti tra Israele e il governo sudafricano attraversano una delle crisi più profonde della loro storia, una parte del Sudafrica guarda a Gerusalemme in tutt’altra direzione. Una delegazione di regine e principesse appartenenti a diversi regni tradizionali del Paese è in questi giorni in Israele per incontrare organizzazioni locali, conoscere le tecnologie sviluppate nel Paese e valutare nuove possibilità di cooperazione culturale ed economica.
La visita ha avuto anche momenti decisamente meno istituzionali. Le componenti della delegazione sono state riprese mentre ballavano tra i banchi del mercato Mahane Yehuda di Gerusalemme. Immagini colorate e spontanee, presentate come espressione della loro gioia per il soggiorno in Israele.
Il significato politico della visita emerge soprattutto dal momento in cui avviene. I rapporti tra Gerusalemme e il governo del presidente Cyril Ramaphosa si sono deteriorati progressivamente dopo che, nel dicembre 2023, il Sudafrica ha presentato contro Israele un ricorso davanti alla Corte internazionale di giustizia.
La crisi diplomatica si è ulteriormente aggravata. Nel gennaio scorso Pretoria ha espulso il chargé d’affaires israeliano Ariel Seidman e Israele ha successivamente adottato un provvedimento analogo nei confronti del rappresentante sudafricano a Ramallah.
Le autorità tradizionali del Sudafrica sembrano però intenzionate a seguire una strada diversa da quella scelta dal governo centrale. Un precedente significativo risale al dicembre 2025, quando il re del popolo Thembu, Buyelekhaya Dalindyebo, visitò Israele e fu ricevuto dal ministro degli Esteri Gideon Sa’ar.
In quell’occasione furono discusse anche possibili forme di assistenza israeliana in settori cruciali per lo sviluppo, come l’agricoltura, la gestione dell’acqua e la sanità. L’iniziativa suscitò la dura reazione di Pretoria, mettendo in evidenza una frattura che la visita di questi giorni rende ancora più visibile.
L’arrivo delle regine e delle principesse mostra infatti l’esistenza in Sudafrica di interlocutori interessati a mantenere e sviluppare rapporti diretti con Israele, indipendentemente dalle scelte del governo Ramaphosa. La delegazione parla esplicitamente della volontà di costruire «ponti culturali» e rafforzare i legami tra la popolazione sudafricana e quella israeliana.
È proprio questo contrasto a rendere la visita significativa. Mentre sul piano governativo Pretoria e Gerusalemme continuano ad allontanarsi, altri rappresentanti della complessa società sudafricana cercano occasioni di incontro e cooperazione con Israele. E scelgono di farlo direttamente, arrivando a Gerusalemme.