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L’auto lanciata sulla folla a Modena

Per i giornali nessun dubbio, Salim El Koudri è malato di mente. Auto-radicalizzato per colpa di Israele

Stefano Parisi

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L’auto lanciata sulla folla anche in Italia, a Modena. Terrore, non terrorismo. Chissà. I giornali raccontano, i siti postano i video. Salim El Koudri, braccato, scende dall’auto distrutta, con il coltello in mano, e cerca di accoltellare chi ha intorno e chi ha provato a fermarlo. Si ricorda ai lettori che in Europa questo tipo di attentati avvengono dal 2016 con veicoli-kamikaze (veramente i kamikaze non sono i veicoli ma i terroristi che li lanciano contro la folla), in Francia, in Spagna, in Germania, Svezia, Gran Bretagna. Ovviamente si evita di ricordare che è successo anche in Israele, più di 1000 attentati, molti dei quali sventati, in due anni e mezzo, vabbè ma in Israele se lo meritano, è la resistenza contro l’occupazione e dell’apartheid.
Nonostante ormai evidenze provate della penetrazione in Europa della rete terroristica di Hamas e Hezbollah finanziata con il petrolio iraniano venduto alla Cina e con traffico di droga comprato in Venezuela e venduta nelle città europee, nonostante la comprovata e, ormai palese attività di reclutamento del Regime Islamico di Teheran, all’attività terroristica dello Jihad addirittura promossa sul sito dell’ambasciata iraniana a Roma, nonostante l’intensa attività dei Fratelli Musulmani in Italia, coccolati e omaggiati dal Presidente della Cei, dal sindaco di Bologna e da Romano Prodi, la tesi che si affrettano a sposare molti giornali italiani, è che Salim El Koudri sia un “lupo solitario”, italiano di seconda generazione, laureato, nessun precedente penale con un “disturbo schizoide di personalità”. Ad esempio Rinaldo Frignani, sul Corriere della Sera, ipotizza dove potrebbero condurre le indagini, che la procura si appresta ad avviare. Gli investigatori dovranno chiedere a Meta come mai ha bloccato tutte le attività di El Koudri su tutte le piattaforme del gruppo. Dovranno capire se per caso si sia radicalizzato, perché la figura del lupo solitario è quella che, specie dopo il 7 ottobre e la reazione di Israele che ha bombardato Gaza e il Libano e ora che Israele e Usa hanno bombardato l’Iran, preoccupa maggiormente gli analisti. Dunque, al solito sono le bombe degli israeliani la causa della radicalizzazione dei “lupi solitari”. Ovviamente Frignani non sa delle evidenze analitiche che molti centri di ricerca hanno evidenziato, non sa del lavoro del Comitato di Sicurezza Finanziaria che opera all’interno del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non serve in fondo informarsi, studiare, cercare di capire. Lo scopo non è informare, infatti, lo scopo è distogliere l’attenzione del lettore (ormai raro), non è porsi domande, ma rispondere ad una tesi precostituita. Lo scopo è tranquillizzare il lettore, il rischio non è l’Islam radicale; il rischio è Israele. Il terrorismo è una conseguenza del sionismo e del colonialismo di Israele, e dell’imperialismo americano. Nessun dubbio, inutile perdere tempo ad andare a leggere le analisi, i rapporti, le indagini, che impegnano decine di istituti indipendenti o promossi dai governi occidentali. No, Frignani dice che questi giovani si auto-radicalizzano (cioè non lo fanno perché reclutati, ma lo fanno da soli, a casa, sono auto-radicalizzati) e sono portati a commettere atti violenti contro obiettivi ebraici e israeliani, per colpa di Israele. Ma a Modena è successa una cosa grave: sono stati colpiti i passanti, non obiettivi ebraici. “E questo preoccupa ancora di più” conclude Frignani. Finché gli attentati sono in Israele, finché sono colpiti gli ebrei e le loro sinagoghe, vabbè. Se si va oltre, se si passa agli obiettivi non ebraici, allora le conseguenze delle bombe israeliane le pagano anche i normali cittadini di Modena, allora no, questo preoccupa.