Che strano apartheid, quello israeliano. Gli arabi hanno il diritto di voto, fondano partiti, eleggono deputati e possono persino diventare decisivi per la formazione di un governo. Una bella seccatura per i professorini e gli studentelli occidentali che da anni spiegano al mondo come Israele sia la quintessenza della discriminazione razziale.
Gli arabi israeliani, invece di attenersi al copione scritto per loro nelle università occidentali, hanno scelto le urne. E i loro rappresentanti potrebbero trovarsi nella posizione di contrattare il futuro governo dello Stato ebraico. Altro che comparse: protagonisti.
Naturalmente questo non non risolve la questione palestinese ma complica parecchio la vita ai dispensatori di sentenze. Attendiamo dunque una lezione dai nostri docenti di apartheid. E magari un elenco dei Paesi a maggioranza musulmana nei quali gli ebrei (e magari anche i cristiani) dispongono di una rappresentanza politica paragonabile a quella degli arabi in Israele. Con calma, professori. Abbiamo tutto il tempo di aspettare.

