Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista, formazione alla quale il Pd ha graziosamente prestato un senatore per agevolarne la partecipazione alle elezioni, ha sentenziato che «inneggiare al 7 ottobre non è reato». Ipse dixit. E sia. Del resto, tra ciò che è penalmente perseguibile e ciò che è moralmente ripugnante corre una distanza che il compagno Acerbo sembra percorrere con invidiabile disinvoltura.
Il 7 ottobre, per chi avesse dimenticato, è il giorno in cui Hamas ha massacrato, stuprato, torturato e rapito civili israeliani. Inneggiarvi, evidentemente, rientra tra le raffinate espressioni del libero pensiero progressista. Poi ci stupiamo delle bandiere di Hamas e Hezbollah che sventolano nelle nostre piazze. Sono soltanto manifestazioni di entusiasmo democratico.
C’è poco da aggiungere. Si consiglia un buon antivomito e, soprattutto, una memoria di ferro. Per ricordarsi, quando arriverà il momento di votare, di Acerbo e di chi gli offre generosamente una mano. O un senatore.

