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⌥ Gioventù bruciante

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Ecco un altro eroe dei nostri tempi. Si chiama Youssef Siher, studente esemplare (secondo il suo relatore di tesi) che, secondo la procura di Milano, avrebbe diffuso un grazioso manualetto intitolato Rivoluzione, istruzioni per l’uso. Una lettura edificante, con consigli su come sfondare gli sbarramenti della polizia, affrontare gli agenti, usare scudi e vernice spray. Il tutto con l’abbigliamento d’ordinanza, kefiah compresa. Una specie di galateo della guerriglia urbana, per giovani di belle speranze e ancora più belle scarpe (rubate) ai piedini.

Ora, naturalmente, bisognerà capire le sue responsabilità penali. Ma quanto alle responsabilità morali, si è già infoltito il repertorio delle attenuanti: ‘genocidio’, Palestina occupata, coloni assatanati, dal fiume al mare, la rabbia degli esclusi, il disagio delle periferie che ci fanno capire una gioventù bruciata e soprattutto bruciante.

Insomma, una quantità di spiegazioni psico-sociologiche sufficiente a trasformare un manuale per gli scontri in un’opera di educazione civica. Del resto, se Israele si ostina a esistere, come pretendere che i nostri rivoluzionari si comportino civilmente? Eddai, bisogna capirli. Sono ragazzi. Hanno sofferto. E soprattutto hanno trovato qualcuno a cui dare la colpa. Da qualche millennio funziona benissimo.