Alla fine della fiera, il conto lo pagano sempre gli stessi. La commessa del negozio devastato, il cassiere del supermercato saccheggiato, il libraio che raccoglie i vetri e magari domani resterà senza lavoro. Loro, i lavoratori veri, quelli che guadagnano in un mese meno di quanto certi sociologi da salotto spendono per il filippino che serve a tavola.
Intanto i guaglioncelli bruciano, rubano, sfasciano. Mamma li giustifica, papà li comprende, il professore li assolve. E l’intellettuale progressista, comodamente seduto fra gli argenti di famiglia, ci spiega il disagio, l’emarginazione, la rabbia sociale. Tutta sociologia avariata, naturalmente a spese altrui.
Sarebbe interessante vedere quanta comprensione conserverebbero questi benefattori dell’umanità se i piccoli rivoluzionari andassero a devastare casa loro. Ma tranquilli. Quella è proprietà privata. Sacra, solo quando è la propria. (Ma ora qualcosa sta cambiando? Speriamo e, soprattutto, vedremo).

