«Non rubare», dice l’ottavo comandamento. Ma evidentemente Mosè aveva dimenticato di specificare qualche eccezione. Ci ha pensato il rabbino estremista Dov Lior, secondo il quale gli ebrei avrebbero il diritto di raccogliere le olive nei terreni palestinesi della Cisgiordania perché, sostiene, quella terra appartiene al popolo ebraico. E dunque anche le olive. Forse persino i noccioli.
È una rivoluzione teologica di notevole interesse. Il furto diventa un atto di fede, il saccheggio una pratica religiosa e il proprietario del terreno un fastidioso intruso nella propria proprietà. Per fortuna altri rabbini israeliani, quelli dell’organizzazione Tzohar, hanno ricordato al collega un dettaglio trascurabile: rubare è proibito anche quando il derubato è palestinese. Duemila anni di discussioni, commentari, interpretazioni, dispute talmudiche ma alla fine bisogna tornare all’ABC: le olive degli altri sono degli altri.

