A un matrimonio a Gush Etzion, in Cisgiordania, alcuni estremisti ebrei hanno festeggiato ballando con i fucili in mano e intonando un canto antisionista. Una scena che meriterebbe un premio per la creatività ideologica. Vivono in uno Stato nato dal sionismo, beneficiano della protezione del suo esercito, si muovono su strade sorvegliate dai suoi soldati, ma disprezzano il progetto politico che ha reso possibile tutto questo. Evidentemente il sionismo è un errore storico, purché continui a garantire loro sicurezza, infrastrutture e libertà di agitare le armi durante i matrimoni.
La cosa più divertente è immaginare un incontro fra questi antisionisti religiosi e quelli che sfilano nelle università occidentali. Potrebbero finalmente trovare un punto d’accordo sull’abolizione del sionismo. Poi, naturalmente, comincerebbero a discutere su chi debba possedere la terra, chi abbia ricevuto istruzioni direttamente da Dio e chi abbia il diritto di sparare. Nel frattempo, i soldati israeliani continuerebbero a proteggerli tutti.
Il fanatismo ha molti difetti, ma bisogna riconoscergli una virtù. Non sente mai il bisogno di ringraziare chi gli permette di esistere.

