L’antisemitismo nel Regno Unito ha varcato anche una soglia che dovrebbe essere inviolabile: quella degli ospedali. Un nuovo rapporto sul National Health Service, il sistema sanitario pubblico britannico, raccoglie numerose testimonianze di pazienti e professionisti ebrei che denunciano insulti, minacce, discriminazioni e un clima diventato sempre più pesante dopo il 7 ottobre 2023.
I dati contenuti nel rapporto Antisemitism in the National Health Service, ripresi dal Daily Telegraph, sono particolarmente allarmanti. Quasi un terzo degli ebrei britannici che hanno avuto bisogno di cure mediche dall’ottobre 2023 afferma di essersi sentito a disagio a causa della propria identità religiosa o etnica. Oltre il 40 per cento dichiara di aver preferito nascondere la propria identità ebraica per paura di subire discriminazioni o, ancora peggio, di ricevere cure di qualità inferiore.
Il rapporto raccoglie episodi che danno la misura del problema. Un’infermiera ebrea ha denunciato un collega che avrebbe fatto il saluto nazista. L’uomo, secondo quanto riferito, avrebbe ammesso il gesto e sarebbe tuttavia rimasto al proprio posto. Un professore racconta di aver ricevuto minacce contro di sé e i propri beni, mentre un soccorritore ebreo afferma di essere stato aggredito fisicamente da un collega.
Particolarmente inquietante è la testimonianza di Saul Freeman. Il paziente racconta di essere stato sottoposto a un piccolo intervento chirurgico alla fronte quando il medico che lo stava operando, con il bisturi in mano, avrebbe cominciato a parlargli della guerra a Gaza e dei bambini che vi vengono uccisi.
Poi la frase che ha trasformato una situazione già sconcertante in qualcosa di molto più grave. Il medico avrebbe osservato che «si potrebbe pensare che abbiano imparato la lezione da ciò che è accaduto loro in Europa». Freeman gli ha chiesto a chi si riferisse. La risposta sarebbe stata: «Agli ebrei».
Il paziente ha raccontato di essere stato preso dal panico. In quel momento si trovava infatti in una condizione di totale vulnerabilità, affidato a un medico che lo stava operando e che contemporaneamente esprimeva nei confronti degli ebrei un giudizio legato alla Shoah e alla guerra in corso.
Freeman ha presentato una denuncia formale. Lo Sheffield Teaching Hospitals NHS Foundation Trust ha annunciato l’apertura di un’indagine urgente, assicurando di considerare accuse di questo genere con la massima serietà e di voler adottare i provvedimenti necessari sulla base delle conclusioni dell’inchiesta.
Il caso si inserisce in un quadro più ampio descritto dal rapporto. Dopo il 7 ottobre e l’inizio della guerra tra Israele e Hamas, una parte degli ebrei britannici sostiene di vivere con crescente disagio anche il rapporto con il sistema sanitario. Un luogo nel quale ogni paziente dovrebbe potersi sentire protetto rischia così, per alcuni, di diventare un ambiente nel quale nascondere la propria identità appare la scelta più prudente.
Gli autori del rapporto chiedono quindi ai responsabili del NHS di rafforzare le procedure disciplinari e i meccanismi di segnalazione. La questione, ormai, riguarda qualcosa di elementare: garantire che un ebreo possa entrare in un ospedale britannico per curarsi senza chiedersi se dichiarare chi è possa trasformarsi in un rischio.