Guarda qua cosa sono stati capaci di fare questi signori. E signore. Hanno acceso una fiamma eterna. Una cosa solenne, capite. Una fiamma eterna non è una targa appesa in fretta, una corona di fiori, un minuto di silenzio durante il quale qualcuno controlla furtivamente il telefonino. La fiamma eterna è roba da eroi, martiri, persone delle quali si vuole consegnare la memoria ai posteri.
E infatti l’8 giugno scorso, al Palazzo di Vetro, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e la presidente dell’Assemblea generale Annalena Baerbock hanno partecipato alla commemorazione dei dipendenti dell’ONU morti in servizio. Tra i nomi letti davanti a loro c’era quello di Imad El Samhouri, insegnante e preside di scuole dell’UNRWA a Gaza. Uno dei loro eroi, insomma. Peccato che El Samhouri avesse, diciamo così, un curriculum leggermente più articolato.
Secondo la documentazione resa pubblica da UN Watch, Hamas lo ha infatti presentato in un proprio video commemorativo come comandante sul campo del battaglione Muhammad al-Shamali delle Brigate al-Qassam. Nel filmato compare tra armi e tunnel e spiega personalmente quale fosse la sua idea di pedagogia: «Abbiamo scelto il jihad come nostra strada» e la morte per Allah come massima aspirazione. Preside di giorno, comandante di Hamas nel tempo libero. Succede.
Il problema è che questo signore aveva lavorato per oltre un decennio nelle scuole dell’agenzia delle Nazioni Unite incaricata dei profughi palestinesi. E, sempre secondo il materiale raccolto da UN Watch, i segnali della sua seconda vita erano tutt’altro che clandestini: rapporti con esponenti di Hamas, celebrazioni del terrorismo sui social, dirigenti dell’organizzazione accolti nelle scuole UNRWA e iniziative rivolte agli studenti collegate ad ambienti di Hamas. E qui la faccenda smette perfino di essere grottesca.
Perché da anni, ogni volta che Israele denuncia l’infiltrazione di Hamas nelle strutture civili di Gaza e i legami di dipendenti UNRWA con organizzazioni terroristiche, parte il grande coro dell’indignazione internazionale. Esagerazioni israeliane, propaganda, tentativi di screditare un’agenzia umanitaria. Poi arriva Hamas e, con una puntualità quasi maleducata, pubblica il santino del morto mostrando il preside dell’ONU con le armi, nei tunnel, mentre inneggia al jihad. E l’ONU gli ha già acceso la fiamma.
Guterres, durante quella cerimonia, ha detto che era stato «il privilegio della mia vita» lavorare accanto a persone come quelle commemorate, impegnandosi a portarne avanti l’opera. Ha aggiunto che avevano reso il mondo un posto migliore. UN Watch gli ha rivolto una domanda che contiene già tutto il necessario sarcasmo: adesso che Hamas presenta El Samhouri come proprio comandante, quale parte della sua opera intende esattamente portare avanti?
Ce ne sarebbe anche per Baerbock. Da ministra degli Esteri tedesca ha rappresentato un Paese che ha versato centinaia di milioni di euro all’UNRWA. Oggi presiede l’Assemblea generale e si ritrova davanti una domanda piuttosto semplice: com’è possibile finanziare, controllare, difendere un’organizzazione per anni senza accorgersi che uno dei suoi presidi sarebbe stato contemporaneamente un comandante di Hamas? UN Watch chiede a entrambi di ritirare l’omaggio, scusarsi con le vittime di Hamas e avviare un’indagine indipendente. Richieste piuttosto ragionevoli, visto il piccolo incidente di percorso. Resta però l’immagine. La fiamma eterna.
Dopo il 7 ottobre abbiamo imparato molto sugli eroi scelti da una certa parte dell’Occidente. Abbiamo visto trasformare terroristi in «resistenti», rapitori in combattenti, uomini armati nascosti nei tunnel in vittime senza biografia. Abbiamo assistito alla prodigiosa sparizione di Hamas da una quantità impressionante di discorsi su Gaza. Adesso siamo arrivati alla liturgia ufficiale. Un uomo che Hamas rivendica come proprio comandante è stato commemorato al vertice delle Nazioni Unite come membro della «famiglia ONU». Nessuno, evidentemente, aveva trovato il tempo di chiedersi chi fosse davvero.Tranquilli, però. La fiamma è accesa.