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La British Medical Association sull’antisemitismo: è scontro nel sistema sanitario britannico

L’associazione dei medici britannici chiede di revocare l’adozione della definizione internazionale di antisemitismo nel NHS mentre il Regno Unito registra livelli record di episodi antiebraici

Rosa Davanzo

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La British Medical Association sull’antisemitismo: è scontro nel sistema sanitario britannico

La British Medical Association ha votato per chiedere al governo britannico e al National Health Service di revocare l’adozione della definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance, la cosiddetta definizione IHRA, sostenendo che il suo utilizzo rischierebbe di limitare la libertà di espressione dei medici chiamati a esprimere valutazioni etiche sulla guerra tra Israele e Hamas. La decisione, approvata durante l’assemblea annuale del sindacato dei medici, arriva mentre il Regno Unito continua a fare i conti con una crescita dell’antisemitismo documentata da istituzioni pubbliche e organizzazioni della comunità ebraica, trasformando un dibattito professionale in un caso politico destinato ad avere conseguenze molto più ampie.

La mozione approvata dalla BMA esprime una forte preoccupazione per l’introduzione della definizione IHRA all’interno del servizio sanitario britannico e invita il governo e NHS England a sospenderne l’applicazione fino a quando non saranno predisposte garanzie considerate adeguate per tutelare la libertà di espressione del personale sanitario. Secondo il testo votato dai delegati, la definizione produrrebbe un “chilling effect”, cioè un effetto dissuasivo, inducendo molti medici a rinunciare a esprimere opinioni politiche o rilievi etici sulle operazioni militari israeliane per il timore di procedimenti disciplinari.

La definizione dell’IHRA, adottata da decine di governi e istituzioni internazionali, definisce l’antisemitismo come “una certa percezione degli ebrei che può manifestarsi come odio nei loro confronti” e accompagna questa formulazione con una serie di esempi pratici. Fra questi compare anche il ricorso a doppi standard nei confronti di Israele o il paragone tra la politica israeliana e quella della Germania nazista, esempi che da anni alimentano un acceso confronto tra chi li considera indispensabili per riconoscere le forme contemporanee dell’antisemitismo e chi teme possano restringere il legittimo dibattito politico.

La decisione della British Medical Association assume un peso particolare perché arriva poche settimane dopo la pubblicazione del rapporto elaborato da Lord John Mann, consulente indipendente del governo britannico per l’antisemitismo, che ha descritto un quadro profondamente preoccupante all’interno del National Health Service. Il documento raccoglie testimonianze di medici, infermieri e pazienti ebrei che riferiscono episodi di discriminazione, isolamento professionale e intimidazioni, raccomandando un rafforzamento degli strumenti di contrasto all’antisemitismo e confermando il valore della definizione IHRA come riferimento operativo.

La BMA respinge ogni accusa di voler indebolire la lotta contro l’antisemitismo. In una dichiarazione ufficiale, l’associazione ha ribadito che l’odio contro gli ebrei è “assolutamente inaccettabile” e che non trova alcuno spazio né nell’organizzazione né nel sistema sanitario britannico. I dirigenti del sindacato sostengono tuttavia che molti medici hanno vissuto con angoscia la crisi umanitaria sviluppatasi durante il conflitto in Medio Oriente e ritengono indispensabile poter criticare l’operato degli Stati e delle forze armate senza rischiare conseguenze disciplinari quando esprimono opinioni di carattere etico.

Le organizzazioni ebraiche hanno reagito con estrema durezza. Il Jewish Chronicle ha parlato di una decisione destinata ad alimentare ulteriori tensioni all’interno del servizio sanitario, mentre l’Holocaust Educational Trust ha definito il voto “oltraggioso”, osservando che la definizione IHRA non impedisce alcuna critica alle politiche del governo israeliano e serve invece a distinguere il confronto politico dall’antisemitismo. Per numerosi rappresentanti della comunità ebraica britannica il problema assume un rilievo ancora maggiore dopo i numerosi episodi verificatisi negli ospedali britannici dall’autunno del 2023, compresi casi di medici e pazienti che hanno denunciato discriminazioni e atteggiamenti ostili legati alla loro identità ebraica.

Lo scontro aperto dalla British Medical Association dimostra quanto il conflitto mediorientale continui a riflettersi nelle istituzioni europee e quanto il confine tra libertà di critica e tutela dalle discriminazioni sia diventato uno dei terreni più delicati del dibattito pubblico britannico. Proprio per questo la discussione sulla definizione IHRA difficilmente rimarrà confinata agli ospedali e ai congressi medici, perché riguarda il modo in cui una democrazia sceglie di riconoscere e contrastare una delle forme di odio più antiche e persistenti della storia contemporanea.