Dalla sorveglianza dei siti strategici iraniani all’individuazione di missili lanciati verso Israele, una parte crescente della sicurezza nazionale israeliana si gioca ormai a centinaia di chilometri sopra la Terra. Non sorprende quindi che il progetto dei satelliti Ofek 13 e Ofek 19 sia stato premiato con il Premio per la Sicurezza di Israele 2026, il più prestigioso riconoscimento conferito dallo Stato a programmi che abbiano dato un contributo eccezionale alla difesa nazionale.
La cerimonia si è svolta mercoledì 10 giugno presso la residenza del presidente della Repubblica a Gerusalemme, alla presenza del presidente Isaac Herzog, del ministro della Difesa Israel Katz e del capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il tenente generale Eyal Zamir.
Il progetto premiato riguarda l’operatività e l’impiego dei satelliti Ofek 13 e Ofek 19, due piattaforme spaziali che consentono al sistema di sicurezza israeliano di ottenere informazioni d’intelligence affidabili e aggiornate in qualsiasi momento. Secondo quanto emerso durante la premiazione, il programma rappresenta un significativo salto di qualità nelle capacità di raccolta dati, nel rapporto tra prestazioni e peso e nell’efficienza complessiva del sistema.
L’importanza di questi satelliti è diventata ancora più evidente durante il confronto diretto tra Israele e Iran degli ultimi anni. Le piattaforme spaziali permettono infatti di monitorare costantemente aree molto lontane dal territorio israeliano, costruendo nel tempo un quadro dettagliato delle attività militari, industriali e logistiche che si svolgono in regioni difficilmente raggiungibili da altri strumenti di raccolta informativa.
Una delle capacità più rilevanti consiste nell’identificazione di minacce in tempo reale. I satelliti sono in grado di contribuire alla localizzazione di missili lanciati contro Israele e di fornire informazioni utili sia per la difesa sia per la pianificazione di eventuali operazioni offensive. La raccolta continua di immagini e dati consente inoltre di individuare cambiamenti, movimenti e preparativi che, osservati singolarmente, potrebbero apparire insignificanti ma che, inseriti in una prospettiva temporale più ampia, assumono un valore strategico.
Per una potenza regionale come Israele, che deve monitorare costantemente programmi missilistici, attività nucleari e movimenti militari a oltre mille chilometri di distanza, la capacità di costruire una fotografia aggiornata e permanente del teatro iraniano rappresenta un vantaggio difficilmente sostituibile.
Il riconoscimento è stato assegnato alla Divisione Sistemi Missilistici e Spaziali e alla Divisione Elta della Israel Aerospace Industries, alla Direzione Spazio del ministero della Difesa, all’unità di ricerca e sviluppo della Direzione per la Ricerca e lo Sviluppo della Difesa (Mafat) e all’Unità 9900 della Direzione dell’Intelligence Militare israeliana, specializzata nell’elaborazione e nell’analisi di immagini satellitari e geospaziali.
I sensori installati sui satelliti consentono di raccogliere informazioni ad altissima risoluzione in una vasta gamma di condizioni operative. In molti casi riescono a rilevare dettagli che sfuggirebbero ad altri sistemi di osservazione, offrendo agli analisti un livello di conoscenza particolarmente prezioso nelle fasi di crisi.
Il programma satellitare israeliano affonda le proprie radici negli anni Novanta. Dopo un primo tentativo fallito nel 1991, Israele riuscì a costruire nel 1995 una costellazione nazionale di satelliti da ricognizione che nel corso dei decenni è diventata una delle più avanzate al mondo in rapporto alle dimensioni del Paese. Una delle caratteristiche distintive della serie Ofek è proprio la capacità di concentrare prestazioni elevate in piattaforme relativamente leggere e compatte.
Il premio assegnato agli Ofek 13 e 19 si inserisce in un’edizione particolarmente significativa del Premio per la Sicurezza di Israele. Tra i progetti premiati figurano anche un sistema d’arma che avrebbe svolto un ruolo importante nella recente campagna contro l’Iran, una capacità operativa classificata sviluppata dal Mossad, nuove tecnologie elaborate dall’Unità 81 dell’intelligence militare e sistemi avanzati di guerra elettronica destinati a preservare la superiorità aerea dell’aeronautica israeliana.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il direttore del Mossad, Roman Gofman, e il direttore dello Shin Bet, David Zini, a testimonianza dell’importanza attribuita da Israele a un settore che rimane in gran parte avvolto dal segreto ma che oggi costituisce uno degli elementi centrali della competizione strategica con l’Iran e con gli altri attori ostili della regione.

