Home > Approfondimenti > Israele e India. Cambia l’equilibrio mondiale delle alleanze

Israele e India. Cambia l’equilibrio mondiale delle alleanze

La crescita dei rapporti con Nuova Delhi rafforza la posizione strategica dello Stato ebraico senza mettere in discussione il legame privilegiato con gli Stati Uniti

Rosa Davanzo

Tempo di Lettura: 3 min
Israele e India. Cambia l'equilibrio mondiale delle alleanze

L’amicizia fra Israele e India, fino a pochi decenni fa quasi impensabile, è diventata uno dei pilastri della politica estera israeliana. In un contesto internazionale sempre più frammentato, segnato dalla competizione fra grandi potenze e dalla ricerca di nuovi equilibri geopolitici, Nuova Delhi si sta affermando come un interlocutore di primo piano per lo Stato ebraico, sia sul piano economico sia su quello strategico.

Il rapporto ha conosciuto una forte accelerazione negli ultimi anni, soprattutto dopo l’arrivo al governo del primo ministro Narendra Modi, che ha impresso una svolta alle relazioni bilaterali rompendo con la tradizionale prudenza della diplomazia indiana verso Israele. La visita di Modi a Gerusalemme nel 2017, la prima di un capo di governo indiano, ha segnato un passaggio storico. Da allora gli incontri ai massimi livelli si sono moltiplicati, accompagnati da una crescita costante degli scambi commerciali, della cooperazione tecnologica e delle collaborazioni nel settore della difesa.

Anche dopo il massacro del 7 ottobre 2023 l’India ha mantenuto una posizione diversa rispetto a quella assunta da molti altri grandi Paesi del cosiddetto Sud globale. Pur continuando a sostenere la soluzione dei due Stati e i diritti dei palestinesi, il governo di Nuova Delhi ha condannato con decisione l’attacco di Hamas e ha ribadito il diritto di Israele a difendere la propria popolazione dal terrorismo. Un atteggiamento che è stato accolto con favore a Gerusalemme e che ha ulteriormente consolidato il dialogo fra i due governi.

Negli ultimi mesi la cooperazione si è estesa anche ai settori considerati decisivi per la competizione economica del futuro. Intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, sicurezza informatica, semiconduttori e approvvigionamento di minerali critici sono diventati il terreno di nuovi accordi, confermando la volontà di trasformare una partnership politica in una collaborazione industriale e scientifica di lungo periodo.

Il rapporto non riguarda soltanto le istituzioni. In diverse occasioni il primo ministro Benjamin Netanyahu ha sottolineato il forte sostegno ricevuto dall’opinione pubblica indiana, ricordando l’elevato numero di messaggi di solidarietà provenienti dai social network dopo gli attacchi del 7 ottobre. Una vicinanza che riflette anche alcune analogie percepite fra i due Paesi, entrambi impegnati da decenni nel contrasto al terrorismo e nella gestione di complesse sfide alla sicurezza nazionale.

L’India rappresenta inoltre uno dei mercati più importanti per l’industria militare israeliana. Radar, sistemi antimissile, droni, apparecchiature elettroniche e tecnologie per la sorveglianza costituiscono da anni uno dei principali capitoli della cooperazione bilaterale, mentre cresce anche l’interesse reciproco nel campo della gestione delle risorse idriche, dell’agricoltura avanzata e dell’innovazione.

Tutto questo non significa che Nuova Delhi possa sostituire Washington. Gli Stati Uniti restano il principale alleato strategico di Israele, il suo primo partner militare e il garante fondamentale della sua superiorità tecnologica e della sua sicurezza. Tuttavia, il rafforzamento dell’asse con l’India offre a Gerusalemme un’importante assicurazione in un sistema internazionale che sta diventando sempre più multipolare.

Per Israele, poter contare sul sostegno della nazione più popolosa del pianeta e di una delle economie in più rapida crescita significa ampliare il proprio spazio diplomatico, ridurre il rischio di isolamento e costruire relazioni capaci di resistere anche alle oscillazioni della politica internazionale. È una strategia che guarda oltre le emergenze del presente e prepara il Paese a un ordine mondiale nel quale il peso dell’Asia sarà sempre più determinante.