Home > Attualità > India e Israele accelerano sull’accordo di libero scambio

India e Israele accelerano sull’accordo di libero scambio

Ripresi dopo oltre dieci anni i negoziati per un’intesa destinata a rafforzare commercio, tecnologia, difesa e innovazione tra le due democrazie

Rosa Davanzo

Tempo di Lettura: 3 min
India e Israele accelerano sull'accordo di libero scambio

Dopo oltre un decennio di stallo, India e Israele stanno imprimendo una decisa accelerazione ai negoziati per un accordo di libero scambio che potrebbe cambiare la portata delle relazioni economiche tra i due Paesi. Il secondo round di trattative, conclusosi il 23 luglio a Nuova Delhi, conferma la volontà politica di arrivare a un’intesa ampia che affianchi alla già solida cooperazione strategica una vera integrazione commerciale.

I colloqui si inseriscono nel nuovo quadro della “Partnership strategica speciale per la pace, l’innovazione e la prosperità”, annunciata durante la visita del primo ministro indiano Narendra Modi in Israele nel febbraio scorso. In quell’occasione Modi, primo capo di governo indiano a intervenire alla Knesset, aveva definito l’accordo commerciale «ambizioso» e destinato a liberare un enorme potenziale ancora inutilizzato.

Il commercio bilaterale è già in crescita. Secondo il ministero del Commercio indiano, gli scambi di merci sono passati da circa 3,6 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2024-2025 a quasi 3,9 miliardi nel 2025-2026. Numeri ancora modesti rispetto alle dimensioni delle due economie, ma considerati soltanto un punto di partenza. Il negoziato affronta una gamma molto ampia di temi: commercio di beni e servizi, procedure doganali, proprietà intellettuale, regole d’origine, commercio digitale, standard sanitari e fitosanitari. Tra i comparti destinati a beneficiare maggiormente figurano l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza, i dispositivi medici, la chimica, l’agricoltura avanzata, il tessile e la manifattura ad alta tecnologia.

L’accordo affonda le sue radici in un percorso iniziato nel 2010 e rimasto congelato dopo otto tornate negoziali concluse nel 2013. La svolta è arrivata nel novembre 2025 con la firma di un nuovo quadro negoziale e, poche settimane prima, di un trattato bilaterale per la protezione degli investimenti, destinato a garantire maggiore certezza giuridica alle imprese.

Accanto al commercio, la collaborazione continua a rafforzarsi in altri settori strategici. Israele resta un partner di primo piano per la modernizzazione dell’agricoltura indiana attraverso decine di Centri di eccellenza già operativi sul territorio. Sul fronte della difesa, i due Paesi hanno firmato nel 2025 un memorandum che privilegia sviluppo congiunto, trasferimento tecnologico e coproduzione, superando il tradizionale rapporto cliente-fornitore.

Anche la mobilità della forza lavoro rappresenta un tassello importante della nuova fase. Israele ha infatti accettato l’ingresso di altri 50 mila lavoratori indiani, destinati soprattutto ai settori dell’edilizia e dell’assistenza, in un contesto profondamente cambiato dopo il blocco dell’impiego di molti lavoratori palestinesi seguito al 7 ottobre.

La convergenza riguarda anche il piano politico. Nel comunicato congiunto diffuso durante la visita di Modi, i due governi hanno ribadito la comune condanna del terrorismo, richiamando sia il massacro di Hamas del 7 ottobre 2023 sia l’attacco di Pahalgam in Kashmir del 2025. «Il terrorismo non può essere accettato in nessuna forma», ha dichiarato il premier indiano. Restano ancora da definire aspetti cruciali, come la riduzione dei dazi e l’accesso ai rispettivi mercati, e non esiste una data per la conclusione dei negoziati. L’obiettivo dichiarato, tuttavia, è arrivare rapidamente a un’intesa che trasformi un rapporto nato attorno alla sicurezza e alla difesa in una delle più importanti partnership economiche tra democrazie del XXI secolo.