Il Qatar ha individuato un nuovo terreno sul quale costruire la propria influenza internazionale. Dopo il gas, la diplomazia e lo sport, Doha accelera sull’arte e prepara la trasformazione di Al Maha Island, l’isola artificiale sorta a Lusail, a nord della capitale, in un grande distretto culturale destinato ad accogliere musei, alberghi, residenze di lusso e soprattutto la sede permanente di Art Basel Qatar.
Il progetto porta la firma di Herzog & de Meuron, lo studio svizzero che ha progettato, fra l’altro, la Tate Modern di Londra e lo stadio olimpico di Pechino. L’obiettivo è cambiare radicalmente la funzione dell’isola, circa 230 mila metri quadrati sottratti al mare e sviluppati in vista dei Mondiali di calcio del 2022. Al Maha era nata soprattutto come destinazione per l’intrattenimento, con ristoranti, locali, spiagge attrezzate e il Lusail Winter Wonderland. Il nuovo piano guarda molto più lontano e punta a trasformarla in un quartiere capace di vivere durante tutto l’anno.
Il passaggio decisivo è arrivato nel giugno scorso, quando Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, sorella dell’emiro Tamim e presidente di Qatar Museums, ha annunciato che Art Basel Qatar avrà sull’isola una sede costruita appositamente. I lavori dovrebbero cominciare nel 2028. È una scelta che porta il Qatar direttamente dentro uno dei circuiti più prestigiosi e remunerativi del mercato internazionale dell’arte.
Art Basel Qatar ha debuttato a Doha nel febbraio 2026, diventando la quinta fiera del gruppo dopo Basilea, Miami Beach, Hong Kong e Parigi. Alla prima edizione hanno partecipato 87 gallerie provenienti da 31 Paesi e territori. La manifestazione, diretta artisticamente dall’egiziano Wael Shawky, ha scelto una formula diversa dalle tradizionali file di stand fieristici, distribuendo le opere fra M7, il Doha Design District e alcuni spazi pubblici di Msheireb.
La nuova sede di Al Maha renderà permanente ciò che finora era un appuntamento annuale ospitato in strutture esistenti e si inserirà in un progetto assai più vasto. Sulla stessa isola sorgerà infatti il Lusail Museum, anch’esso progettato da Herzog & de Meuron, la cui apertura è prevista nel 2029. Il museo ospiterà quella che le autorità qatariote presentano come la più grande collezione al mondo di pittura e fotografia orientalista, sviluppando al tempo stesso un programma dedicato agli scambi culturali e alla circolazione di persone e idee.
Dietro questa impressionante concentrazione di investimenti si riconosce una strategia che Doha porta avanti da almeno vent’anni. Il Qatar possiede risorse finanziarie enormi grazie alle sue riserve di gas naturale e le utilizza per conquistare spazi di influenza assai superiori alle dimensioni del Paese. La cultura si aggiunge così a strumenti già sperimentati con successo, dall’emittente Al Jazeera alla diplomazia internazionale e, dagli investimenti nelle grandi aziende occidentali allo sport, culminato nei Mondiali del 2022 nell’acquisizione del Paris Saint-Germain.
Il modello culturale ha però una caratteristica particolare. Acquistare opere, costruire musei firmati dalle grandi star dell’architettura e attirare marchi come Art Basel consente al Qatar di diventare un luogo attraverso il quale passa una parte crescente del sistema internazionale dell’arte. Collezionisti, galleristi, curatori, artisti e investitori vengono portati a Doha, mentre il Paese rafforza la propria capacità di stabilire relazioni con élite economiche e culturali di tutto il mondo.
La competizione, nel Golfo, è già aperta. Abu Dhabi ha puntato sul Louvre e sul grande distretto culturale di Saadiyat Island, mentre l’Arabia Saudita sta investendo somme gigantesche in musei, festival e nuovi poli artistici. Doha vuole ritagliarsi uno spazio proprio e dispone delle risorse necessarie per farlo.
Al Maha Island racconta quindi qualcosa che supera largamente l’architettura spettacolare e il lusso delle ville affacciate sul Golfo. Il Qatar sta preparando il terreno per il dopo-idrocarburi e, contemporaneamente, costruendo un’altra rete di influenza internazionale. Questa volta la porta d’ingresso saranno quadri, musei, collezionisti e alcune delle istituzioni più prestigiose dell’arte mondiale.