Dopo la resa pressoché incondizionata agli ayatollah, Donald Trump ha trovato il tempo di insultare Giorgia Meloni. È il copione ripetuto: prima amici, poi traditori; prima gli elogi, poi gli schiaffi pubblici.
La posa del presidente americano andrebbe ormai archiviata tra le macchiette che non fanno più ridere. Sembra uno spettacolo da stand-up in qualche bar texano mal illuminato, tra digestioni rumorose, pacche sul sedere alle cameriere e fiumi di birra sul bancone. Uno di quei personaggi che, dopo il terzo bicchiere, si paragona a Hitler e Stalin per convincere tutti della propria grandezza. Purtroppo non è un ubriaco da saloon.
È il presidente degli Stati Uniti. E noi attoniti spettatori di una tragicommedia che non trova mai un ultimo atto con un finale che ci consoli.
Bidoni della spazzatura
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