Roberto Morassut, deputato del Pd ed ex assessore all’Urbanistica di Roma, invita alla “delicatezza” davanti alle giornate riservate alle donne in una piscina di Tor Tre Teste, organizzate per consentire anche l’accesso a chi indossa il burkini. Delicatezza? Forse sarebbe il caso di parlare di arretramento, caro onorevole. In una piscina comunale dovrebbe prevalere un principio elementare: uomini e donne condividono gli stessi spazi, con gli stessi diritti e le stesse regole. Invece si torna alla separazione dei sessi, presentandola come progresso.
È la magia del multiculturalismo: se una divisione nasce in Occidente è discriminazione; se arriva ammantata di religione diventa sensibilità da rispettare. La sinistra che per mezzo secolo ha combattuto ogni distinzione fra uomini e donne oggi la organizza e ha anche il coraggio (o meglio, la spudoratezza) di chiamarla inclusione.
No. L’inclusione consiste nel portare tutti dentro le stesse regole. Quando sono le regole pubbliche a piegarsi alle richieste confessionali, non è integrazione. È resa.
Bidoni della spazzatura
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