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⌥ L’alibi automatico

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C’è chi, davanti a un terrorista, cerca subito un alibi. L’attivista della Freedom Flotilla spiega che il giovane che ha accoltellato tre donne a Parigi era mosso da «rabbia e solitudine», non da «troppo Islam». Poi si affretta ad aggiungere: «Non lo assolvo». Stai pure a vedere!Quel che ‘incuriosisce’ è perché questa comprensione scatti sempre nella stessa direzione. Perché il riflesso sia cercare la sofferenza dell’assassino prima ancora di guardare quella delle vittime?

Milioni di persone conoscono rabbia e solitudine. Quasi nessuna prende un coltello e va a caccia di innocenti. C’è una differenza enorme tra spiegare un crimine e addolcirlo. Eppure una certa militanza sembra incapace di pronunciare una parola semplice: responsabilità. Se è vero che l’empatia è una virtù, l’alibi automatico è certamente un brutto vizio. E troppo spesso, nel lessico della Flotilla, i due vengono scambiati.



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