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Il Panico del 1873 e la nascita dell’antisemitismo moderno

Dalla crisi finanziaria austro-tedesca all’ascesa dell’odio antiebraico che avrebbe preparato il terreno al Novecento

Josef Oskar

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Il Panico del 1873 e la nascita dell'antisemitismo moderno

La sconfitta della Francia a Sedan nel 1870, per mano della nascente Germania di Bismarck, diede il via a una serie di sviluppi politici ed economici che oggi sembrano interessare soprattutto gli storici. In realtà, si ponevano le basi per eventi che avrebbero prodotto i loro effetti fino alla prima metà del Novecento.

La Germania chiese e ottenne dalla Francia un’indennità di guerra per un importo ingente di cinque miliardi di franchi in oro, dopo un conflitto avviato dalla Prussia e dai suoi alleati tedeschi. All’epoca ciò rappresentava un quarto del PIL annuale francese. Se rapportato al valore dell’oro, il calcolo corrisponderebbe a circa 170 miliardi di euro. La Francia avrebbe poi imposto condizioni analoghe alla Germania al termine della Prima guerra mondiale, con le pesanti conseguenze economiche e politiche per la Repubblica di Weimar.

L’enorme massa di denaro piombata sul mondo germanico, Austria compresa, produsse una bolla speculativa. Questa scoppiò con il crollo della Borsa di Vienna nel 1873, che ebbe ripercussioni su tutto il mondo economicamente più sviluppato dell’epoca. Qui, però, interessa concentrarsi soprattutto su due Paesi: Germania e Austria. Quel crollo si meritò il titolo di primo Venerdì Nero della storia finanziaria, noto agli storici come il Panico del 1873.

La storia insegna che, quando le cose si mettono male, il popolo ebraico è il capro espiatorio per eccellenza. In seguito all’emancipazione portata dall’Illuminismo, gli ebrei avevano raggiunto posizioni economiche e sociali in misura superiore al loro peso demografico. Pur non avendo alcuna responsabilità del crollo borsistico, vennero accusati del grave disagio economico che ne era scaturito. Ai populisti di vario genere fu facile incolpare gli ebrei, aggiungendo all’aspetto religioso anche quello “razziale”.

In Germania, nel 1879, un giornalista e agitatore politico di nome Wilhelm Marr coniò il termine antisemitismo e fondò la Lega Antisemita. Anche in Austria emersero figure di primo piano dell’antisemitismo, in particolare Georg von Schönerer e Karl Lueger. Quest’ultimo, demagogo di prim’ordine e scaltro politico, riuscì a farsi eleggere sindaco di Vienna nel 1895. L’imperatore Francesco Giuseppe, infastidito dal suo antisemitismo, si rifiutò di ratificare il decreto che avrebbe dovuto insediarlo alla carica di primo cittadino. Due anni dopo, nel 1897, sottoposto a forti pressioni politiche, fu costretto a cedere e Karl Lueger divenne formalmente sindaco della città, incarico che mantenne fino alla morte, avvenuta nel 1910.

Durante questo periodo sfruttò ogni discorso pubblico per attaccare in modo viscerale la comunità ebraica. Tra il suo pubblico assiste un giovanissimo imbianchino e aspirante pittore di nome Adolf Hitler.