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Israel Hayom punta a un milione di nuovi immigrati in Israele

Il quotidiano israeliano avvia una campagna per rilanciare l’aliyah e trasformarla in una priorità nazionale nei prossimi dieci anni

Rosa Davanzo

Tempo di Lettura: 3 min
Israel Hayom punta a un milione di nuovi immigrati in Israele

Portare in Israele un milione di nuovi ebrei della diaspora entro il 2036. È l’obiettivo della campagna “The 11th Million“, lanciata dal quotidiano Israel Hayom, che intende riportare l’aliyah al centro del dibattito pubblico e trasformare quella che oggi è un’iniziativa editoriale in un progetto capace di coinvolgere istituzioni, organizzazioni ebraiche e comunità della diaspora.

Il nome scelto per la campagna richiama il prossimo grande traguardo demografico dello Stato ebraico. Israele ha recentemente superato i dieci milioni di abitanti e Israel Hayom invita il Paese a prepararsi ad accogliere l'”undicesimo milione”, immaginando una nuova stagione di immigrazione ebraica che rafforzi il tessuto umano, economico e sociale del Paese.

Fondato nel 2007, Israel Hayom è oggi uno dei quotidiani più letti d’Israele. Distribuito gratuitamente e collocato nell’area del centrodestra, il giornale è tradizionalmente considerato vicino all’attuale maggioranza politica. Con questa iniziativa, però, punta a promuovere un tema che attraversa da sempre la storia del sionismo e dello Stato d’Israele: il ritorno degli ebrei nella loro patria nazionale.

L’idea alla base del progetto è che una consistente ondata di aliyah rappresenterebbe un investimento strategico per il futuro del Paese. Secondo i promotori, un milione di nuovi immigrati contribuirebbe ad aumentare il peso demografico di Israele, a sostenere la crescita economica, ad alimentare l’innovazione tecnologica e a rafforzare il legame con le comunità ebraiche sparse nel mondo, in un momento in cui molte di esse vivono un aumento dell’antisemitismo e una crescente insicurezza.

Per raggiungere un obiettivo tanto ambizioso sarà però necessario affrontare sfide enormi. L’assorbimento di un numero così elevato di nuovi cittadini richiederebbe un piano di lungo periodo che coinvolga edilizia residenziale, mercato del lavoro, sistema scolastico, sanità, trasporti e insegnamento dell’ebraico. Israele dispone già di una consolidata esperienza nell’integrazione dei nuovi immigrati, maturata con le grandi aliyot provenienti dall’ex Unione Sovietica, dall’Etiopia e, più recentemente, dalla Russia e dall’Ucraina. Una nuova ondata di dimensioni simili imporrebbe tuttavia investimenti senza precedenti.

La campagna si propone anche di fornire un’informazione più concreta sulle opportunità offerte dal Paese. Oltre a coinvolgere il mondo politico e le principali organizzazioni ebraiche internazionali, Israel Hayom intende raccontare le possibilità professionali, gli incentivi previsti per i nuovi immigrati e i programmi di accompagnamento destinati a chi sceglie di trasferirsi in Israele.

Al momento “The 11th Million” non rappresenta un programma ufficiale del governo israeliano. Si tratta di un’iniziativa nata nel mondo dell’informazione che aspira però a diventare un progetto nazionale, capace di riaprire una discussione sul futuro demografico del Paese e sul ruolo che l’aliyah può continuare a svolgere nella costruzione dello Stato d’Israele.

In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni e da un aumento degli episodi di antisemitismo in numerosi Paesi occidentali, la campagna rilancia così uno dei principi fondanti del sionismo: Israele come casa comune del popolo ebraico e destinazione naturale per chi desidera costruire lì il proprio futuro.