I Verdi britannici hanno stabilito che il sionismo è una forma di razzismo, il che deve esser una bella soddisfazione per gli zelanti custodi dell’antirazzismo universale. Peccato che, dopo questa brillante trovata, alcuni consiglieri abbiano abbandonato il partito, le alleanze locali abbiano cominciato a scricchiolare e perfino gli iscritti siano diminuiti.
Evidentemente qualcuno fatica a comprendere perché un partito che combatte ogni discriminazione debba prendersela proprio con il movimento nazionale degli ebrei. Ma i Verdi ricordano Mussolini: non indietreggiare davanti a nulla, nemmeno l’evidenza.
La purezza ideologica viene prima di tutto, anche del consenso elettorale. Del resto, per chi si occupa di ecologia, perdere qualche ramo è un sacrificio accettabile. Purché, a forza di potature antisioniste, alla fine non rimanga soltanto il tronco dell’antisemitismo.

