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Golda Meir. In Israele dedicata una giornata nazionale

La Knesset approva una legge che istituisce una ricorrenza annuale e un centro di studi dedicato a una delle figure più influenti della storia dello Stato ebraico

Shira Navon

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Golda Meir. In Israele dedicata una giornata nazionale

La Knesset ha approvato una legge che istituisce una Giornata nazionale dedicata alla memoria di Golda Meir, una delle personalità più importanti della storia di Israele e tra le prime donne al mondo ad aver guidato un governo. La ricorrenza sarà celebrata ogni anno l’8 di Kislev, data della sua morte secondo il calendario ebraico, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni il suo contributo alla nascita e allo sviluppo dello Stato.

La legge prevede che la giornata venga ricordata attraverso cerimonie ufficiali, attività didattiche nelle scuole e una sessione speciale della Knesset dedicata alla figura dell’ex primo ministro. L’intento è offrire una riflessione sul suo ruolo nella costruzione dello Stato di Israele e sul suo contributo alla leadership politica, in un momento in cui il dibattito sull’identità nazionale e sulla memoria storica resta particolarmente vivo.

Accanto alla ricorrenza nazionale nascerà anche il Centro Golda Meir, un’istituzione destinata a custodirne l’eredità politica e culturale. Il progetto comprende un museo, un archivio, un centro di documentazione e un istituto di ricerca dedicato sia allo studio della sua attività pubblica sia ai temi della leadership femminile e del governo dello Stato. La legge stabilisce inoltre che il consiglio di amministrazione del nuovo ente sia presieduto da una donna per i primi due mandati, una scelta che richiama il valore simbolico della figura di Golda Meir nel percorso di affermazione delle donne nelle istituzioni.

Nata a Kiev nel 1898 con il nome di Golda Mabovi e cresciuta negli Stati Uniti dopo l’emigrazione della famiglia, Golda Meir si trasferì nella Palestina mandataria nel 1921, aderendo al movimento sionista laburista. Partecipò attivamente alla costruzione del futuro Stato ebraico fin dagli anni precedenti l’indipendenza, assumendo incarichi di crescente responsabilità all’interno delle istituzioni dello Yishuv, la comunità ebraica della Palestina prima del 1948.

Dopo la nascita di Israele ricoprì alcuni dei ruoli più importanti della vita politica nazionale. Fu ministra del Lavoro, poi ministra degli Esteri e, nel 1969, succedette a Levi Eshkol alla guida del governo. Il suo mandato coincise con anni di grandi trasformazioni e con alcune delle sfide più difficili affrontate dal giovane Stato.

La sua figura resta tuttavia legata soprattutto alla guerra del Kippur del 1973. L’attacco a sorpresa lanciato da Egitto e Siria nel giorno più sacro del calendario ebraico colse impreparato l’apparato politico e militare israeliano, provocando pesanti perdite nelle prime fasi del conflitto. Sebbene Israele sia poi riuscito a ribaltare l’andamento della guerra, le responsabilità politiche e strategiche emerse dopo il conflitto provocarono una profonda crisi di fiducia nell’opinione pubblica. Golda Meir si dimise nell’aprile del 1974, pochi mesi dopo la vittoria elettorale del suo partito.

A oltre cinquant’anni di distanza, il giudizio storico sulla sua leadership appare più articolato. Le critiche per la gestione delle settimane che precedettero la guerra del Kippur convivono con il riconoscimento del ruolo decisivo che ebbe nella costruzione dello Stato, nello sviluppo delle sue istituzioni e nel consolidamento della sua posizione internazionale. Per molti israeliani continua a rappresentare una delle figure fondatrici della Repubblica, capace di attraversare alcune delle stagioni più difficili della storia nazionale.

Con l’istituzione di una giornata commemorativa e di un centro permanente dedicato alla sua memoria, la Knesset ha scelto di inserire Golda Meir tra le personalità il cui lascito viene considerato parte integrante del patrimonio storico e civile di Israele.