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Germania, la memoria inciampa a Heidenau

CDU e AfD votano insieme per fermare nuove Stolpersteine – pietre d’inciampo – nella città sassone. Le pietre dedicate alle vittime del nazismo saranno sostituite da commemorazioni concentrate nel cimitero

Alessandro Carmi

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Germania, la memoria inciampa a Heidenau
Iimmagine generata con AI

A Heidenau, cittadina della Sassonia alle porte di Dresda, non verranno più installate nuove pietre d’inciampo, le piccole targhe di ottone incastonate nei marciapiedi davanti alle case da cui furono deportate le vittime del nazismo. Il consiglio comunale ha approvato la proposta con i voti congiunti dell’Alternative für Deutschland e della CDU, il partito del cancelliere Friedrich Merz, respingendo il parere contrario dell’amministrazione cittadina. Le future commemorazioni dovranno essere concentrate in un memoriale nel cimitero settentrionale della città.

La decisione avrebbe già un peso simbolico enorme per la storia tedesca. Ne acquista uno ancora maggiore perché arriva mentre la CDU continua a sostenere l’esistenza della Brandmauer, il “muro tagliafuoco” con il quale i partiti democratici tedeschi si sono impegnati a escludere forme di collaborazione politica con l’AfD. A Heidenau quel muro ha mostrato una crepa molto concreta.

Le Stolpersteine, letteralmente “pietre d’inciampo”, sono diventate in trent’anni uno dei più diffusi progetti europei di memoria della Shoah e delle persecuzioni naziste. Ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig, sono cubi ricoperti da una lastra di ottone sulla quale vengono incisi il nome e i dati essenziali della persona perseguitata. Ebrei, rom e sinti, omosessuali, oppositori politici, persone con disabilità e altre vittime del regime riappaiono così nel luogo preciso dal quale furono strappati alla propria vita.

È proprio questa la forza dell’opera. Il ricordo esce dal museo e dal monumento ufficiale, entra nella strada quotidiana. Si incontra andando al lavoro, portando a spasso il cane, tornando a casa. Dietro ogni nome inciso c’è una porta che quella persona ha aperto, una finestra dalla quale ha guardato la strada, una città che un giorno ha accettato di vederla sparire.

I sostenitori della mozione di Heidenau adducono una vecchia obiezione: alcune persone considererebbero irrispettoso collocare i nomi delle vittime sul terreno, dove possono essere calpestati. È una discussione che accompagna da tempo il progetto e che merita di essere presa sul serio. L’amministrazione comunale, però, aveva osservato che la creazione di un memoriale centrale non richiedeva affatto un divieto generalizzato di nuove Stolpersteine e aveva quindi raccomandato di respingere la proposta.

Il punto politico è anche un altro. L’AfD ha ripetutamente contestato il modo in cui la Germania affronta il proprio passato nazista. Alexander Gauland, uno dei suoi fondatori, definì nel 2018 i dodici anni del nazismo una «cacata d’uccello» rispetto a oltre mille anni di storia tedesca. Oggi il partito occupa uno spazio sempre più rilevante nella politica nazionale e la questione dei rapporti con la CDU è diventata una delle più delicate della Germania contemporanea.

Charlotte Knobloch, presidente della Comunità ebraica di Monaco e dell’Alta Baviera, si è detta «sconvolta» dal fatto che un partito democratico abbia sostenuto quella che ha definito una manovra trasparente dell’estrema destra. La sua reazione coglie il nodo della vicenda.
Heidenau continuerà a ricordare le vittime del nazismo. Lo farà però concentrandone la memoria in un luogo deputato, anziché permettere che nuovi nomi continuino ad affiorare davanti alle case nelle quali quelle persone vissero. Può sembrare una differenza urbanistica. In Germania, dove il rapporto con il passato è parte dell’identità democratica costruita dopo il 1945, è inevitabilmente molto di più.