All’University of Florida la formazione politica sulla Palestina passa anche attraverso gli scritti di Ghassan Kanafani, dirigente e portavoce del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, e di Walid Daqqa, condannato per aver comandato la cellula affiliata al FPLP responsabile del rapimento e dell’uccisione del diciannovenne israeliano Moshe Tamam. A proporre lo studio dei due come «rivoluzionari palestinesi» è Faculty & Staff for Justice in Palestine, gruppo formato da docenti e dipendenti dell’ateneo. Il programma è promosso dall’organizzazione e non dall’università.
Il seminario fa parte di un ciclo gratuito di sei incontri intitolato “Understanding Zionism”, organizzato tra settembre e novembre. Una delle lezioni porta il titolo “Breaking the Iron Wall: How Have Palestinian Revolutionaries Understood Zionism?” e propone di leggere Kanafani e Daqqa per elaborare un’analisi del sionismo capace, secondo la presentazione del corso, di «guidare l’azione politica contro di esso». Gli incontri erano stati inizialmente annunciati nella Marston Science Library, ma il gruppo ha successivamente comunicato che l’università non avrebbe consentito di svolgere lì le discussioni. La sessione dedicata a Kanafani e Daqqa è stata quindi indicata in uno spazio privato di Gainesville.
Il programma riprende da vicino un corso con lo stesso titolo lanciato nel 2025 a New York da The People’s Forum e rivolto esplicitamente agli attivisti del movimento palestinese. Anche lì l’intento dichiarato era approfondire la conoscenza del sionismo e accrescere il coinvolgimento nella lotta per la «liberazione palestinese».
La scelta degli autori è significativa. Ghassan Kanafani è una delle figure più importanti della letteratura palestinese del Novecento, autore di opere tradotte in numerose lingue. Fu anche tra i dirigenti del FPLP, membro dell’ufficio politico, portavoce dell’organizzazione e responsabile delle sue attività mediatiche. Il Fronte Popolare è inserito dal 1997 nella lista statunitense delle organizzazioni terroristiche straniere.
Ancora più controversa è la figura di Walid Daqqa. Cittadino israeliano palestinese, fu condannato nel 1987 per aver comandato una cellula legata al FPLP che nel 1984 rapì e uccise Moshe Tamam, soldato israeliano di 19 anni che stava tornando a casa in licenza. Daqqa non partecipò materialmente al rapimento e all’omicidio e negò sempre di avere comandato il gruppo. Rimase in carcere per quasi 38 anni e morì nell’aprile 2024, a 62 anni, dopo una lunga malattia.
Il corso della Florida presenta entrambi come «rivoluzionari palestinesi» e invita i partecipanti a utilizzare i loro scritti per comprendere il sionismo e sviluppare strumenti destinati all’azione politica contemporanea. È questo passaggio a spostare l’iniziativa dal semplice studio storico o letterario verso una dichiarata attività di formazione militante.
Faculty & Staff for Justice in Palestine non pubblica un elenco completo dei propri aderenti. Jewish Onliner ha tuttavia identificato attraverso documenti dell’università alcuni docenti e dipendenti che hanno dichiarato pubblicamente la propria appartenenza al gruppo. Non risultano invece elementi pubblici che permettano di stabilire chi conduca personalmente la lezione dedicata a Kanafani e Daqqa.
Resta un dato difficilmente equivocabile: un’organizzazione composta da personale di una grande università americana propone un percorso politico in cui un dirigente di un’organizzazione classificata come terroristica dagli Stati Uniti e un uomo condannato per aver comandato una cellula responsabile del rapimento e dell’uccisione di un diciannovenne diventano testi di riferimento per orientare l’azione contro il sionismo. La discussione sulla libertà accademica, inevitabile, parte esattamente da qui.