Era stato una guardia del corpo di Ismail Haniyeh, il capo politico di Hamas ucciso a Teheran nel 2024. Aveva alle spalle, secondo fonti di sicurezza citate dalla stampa britannica, un arresto in Egitto legato a un tunnel utilizzato per contrabbandare armi e oro verso Gaza. Eppure nel 2015 riuscì a ottenere asilo nel Regno Unito e, successivamente, la cittadinanza britannica. Anni dopo, quell’uomo è comparso al centro di un’inchiesta sul progetto di Hamas di colpire obiettivi ebraici e israeliani in Europa.
La sua identità è protetta per ragioni legali e il Sunday Times, che ha ricostruito la vicenda, lo indica come «Mr X». Viveva con la famiglia nella periferia di una grande città inglese, lavorava come consulente informatico e aveva cambiato più volte nome. Dietro quella vita apparentemente ordinaria, secondo gli investigatori, avrebbe conservato legami importanti con Hamas, sfruttando anche il passaporto britannico per viaggiare in Turchia e Qatar.
L’indagine che lo coinvolge ha dimensioni molto più vaste. La procura federale tedesca ha incriminato sette presunti appartenenti ad Hamas accusati di aver costituito una rete per procurare e trasferire armi destinate ad attentati in Germania e Austria. Gli obiettivi avrebbero dovuto essere rappresentanti israeliani, centri ebraici e persone o manifestazioni apertamente schierate a favore di Israele. Il momento scelto, secondo l’accusa, era l’inizio di ottobre 2025, in prossimità del secondo anniversario del massacro del 7 ottobre.
La rete aveva accumulato un arsenale consistente. Le autorità tedesche hanno ricostruito il movimento di almeno tredici pistole, un fucile automatico e centinaia di munizioni attraverso diversi Paesi europei. Cinque pistole finirono in un deposito a Vienna, scoperto dalle autorità austriache nel novembre 2025. Proprio in quel periodo «Mr X» fu arrestato a Londra nell’ambito dell’operazione internazionale.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe avuto un ruolo essenziale nell’organizzazione. In uno dei luoghi perquisiti è stato inoltre trovato un video, apparentemente registrato a Vienna, nel quale compariva mascherato e armato davanti a una bandiera di Hamas, annunciando un’azione di vendetta attribuita alle Brigate Izz al-Din al-Qassam. Il riferimento al secondo anniversario del 7 ottobre avrebbe contribuito a chiarire agli investigatori il calendario del progetto.
Il caso riguarda ormai anche le autorità britanniche. La questione è come un uomo con un passato che il Sunday Times descrive come già noto abbia potuto ottenere prima lo status di rifugiato e successivamente la cittadinanza, vivendo per anni nel Paese senza diventare una priorità per i servizi di sicurezza.
L’inchiesta europea, intanto, indica qualcosa di ancora più preoccupante. Secondo i procuratori tedeschi, Hamas aveva costruito depositi di armi e una struttura logistica capace di muovere uomini, pistole, munizioni e un’arma automatica tra più Paesi. «Mr X», cittadino britannico ed ex uomo della sicurezza di Haniyeh, rappresenta uno dei punti di contatto tra quella rete e un’Europa che per molto tempo ha considerato Hamas soprattutto una minaccia lontana. Le armi trovate a Berlino e Vienna raccontano ormai una realtà diversa.