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Il 7 ottobre i pro-Pal tornano in piazza

Anche in Italia si prepara la mobilitazione nell’anniversario del massacro di Hamas. Nel mondo annunciati 77 cortei in venti Paesi, undici proprio il 7 ottobre

Paolo Montesi

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Il 7 ottobre i pro-Pal tornano in piazza
Iimmagine generata con AI

Anche in Italia il 7 ottobre rischia di diventare ancora una volta una giornata di mobilitazione pro-palestinese. A tre anni esatti dal massacro compiuto da Hamas in Israele, mentre il mondo ebraico si prepara a ricordare le vittime e gli ostaggi, sigle e gruppi della galassia pro-Pal guardano alla stessa data per riportare nelle piazze la protesta contro Israele. Il calendario italiano è ancora in via di definizione e nuovi appuntamenti potrebbero essere annunciati nei prossimi giorni, in un clima che si preannuncia particolarmente teso.

Il precedente è molto vicino. Il 7 ottobre dello scorso anno manifestazioni pro-palestinesi si svolsero anche in Italia, comprese iniziative contestate o vietate dalle autorità. A Bologna la giornata terminò con scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, mentre anche a Torino la mobilitazione provocò forti polemiche. La questione, già allora, andava oltre il diritto a manifestare e riguardava la decisione di farlo proprio nel giorno in cui Israele e le comunità ebraiche ricordavano le vittime del 7 ottobre 2023.

Quest’anno il fenomeno ha dimensioni internazionali ancora più evidenti. Secondo un monitoraggio del ministero israeliano per gli Affari della Diaspora, sono già 77 le manifestazioni pro-palestinesi annunciate in venti Paesi tra il primo e l’11 ottobre. Undici sono programmate esattamente il giorno 7. L’Australia conta 18 eventi annunciati, la Spagna 12, il Regno Unito 11 e gli Stati Uniti 9.

Gli organizzatori dichiarano di voler denunciare l’azione militare israeliana a Gaza e manifestare solidarietà alla popolazione palestinese. La scelta della data assume però un significato inevitabilmente più ampio. Il 7 ottobre 2023 Hamas e altri gruppi armati penetrarono nel territorio israeliano, uccisero circa 1.200 persone e ne rapirono oltre 250. È da quell’attacco che ebbe inizio la guerra.

Per questo le organizzazioni ebraiche e pro-israeliane si stanno preparando a reagire, soprattutto sul terreno della memoria pubblica. A New York l’Israeli-American Council ha annunciato un’iniziativa all’esterno del New York Film Festival in occasione della proiezione di NAZA, documentario degli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor sulle operazioni dell’esercito israeliano a Gaza. Verranno mostrate immagini del massacro di Hamas, con l’intenzione di ricordare agli spettatori che cosa accadde il 7 ottobre.

La mobilitazione corre anche sul web. Più di cento organizzazioni ebraiche e pro-israeliane in oltre venti Paesi sostengono la campagna Gaza GenoLIE, che contesta l’accusa di genocidio contro Israele e raccoglie dati e argomenti sulla guerra e sulle responsabilità di Hamas. A Times Square una campagna digitale indirizza direttamente alla piattaforma.

Anche in Italia il mondo ebraico e le associazioni impegnate contro l’antisemitismo preparano le proprie iniziative. A Milano, il 7 ottobre, la Comunità ebraica ricorderà nella Sinagoga Centrale le vittime del massacro e presenterà la mostra fotografica Per 16 ore, dedicata al kibbutz Be’eri. A Torino è previsto l’incontro Il filo nero del terrorismo globale, da Putin a Hamas, con Pina Picierno, Carlo Romeo, Gabriele Segre e Gianni Vernetti.

L’Associazione Setteottobre ha scelto invece di costruire attorno all’anniversario tre appuntamenti pubblici con Nora Bussigny, giornalista e autrice francese che ha condotto un’inchiesta dall’interno dei movimenti radicali pro-palestinesi. Il primo incontro si terrà il 6 ottobre a Roma, al Piccolo Eliseo. Due giorni dopo, l’8 ottobre, Bussigny sarà al Teatro Franco Parenti di Milano. Il percorso proseguirà l’11 ottobre a Torino, terza tappa italiana dell’autrice. Tre occasioni per discutere del clima creatosi in Europa dopo il 7 ottobre, della radicalizzazione di una parte dell’attivismo pro-palestinese e dell’antisemitismo che sempre più spesso accompagna la contestazione di Israele.

La contrapposizione sarà dunque evidente anche quest’anno. Da una parte la commemorazione di una strage che ha segnato profondamente Israele e le comunità ebraiche nel mondo; dall’altra manifestazioni che scelgono quella stessa giornata per concentrare l’attenzione sulla guerra a Gaza e sulle responsabilità attribuite a Israele.

Il 7 ottobre, tre anni dopo, resta così una data contesa nello spazio pubblico. E la decisione di portare proprio quel giorno le bandiere palestinesi nelle piazze italiane ed europee promette di riaprire una polemica che, in realtà, non si è mai chiusa.