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FlyDubai, premiati i piloti eroi

Svelati i nomi dei due aviatori che portarono a terra l’aereo dopo l’aggressione al comandante durante il volo per Tel Aviv

Rosa Davanzo

Tempo di Lettura: 6 min
FlyDubai, premiati i piloti eroi
Foto da Instagram

Sono Hanson Stephen, originario delle isole Figi, e Rowan Toth, sudafricano, i due piloti che il 30 settembre scorso riuscirono a far atterrare in Arabia Saudita un Boeing 737 della FlyDubai diretto a Tel Aviv, dopo che un membro dell’equipaggio aveva aggredito il comandante con un’ascia di emergenza. La loro identità, rimasta riservata per un mese, è stata resa pubblica in occasione della cerimonia con cui gli Emirati Arabi Uniti hanno premiato i protagonisti dell’intervento che evitò una catastrofe con oltre 170 passeggeri a bordo.

L’attacco era avvenuto nella cabina di pilotaggio, mentre l’aereo sorvolava la regione. Secondo la ricostruzione diffusa dopo l’incidente, il copilota omanita Hamam al-Hammami aveva colpito alla testa il comandante indiano Smit Machchhar utilizzando un’ascia custodita nel cockpit. Durante l’aggressione il velivolo aveva perso improvvisamente diverse migliaia di metri di quota, provocando una situazione di gravissimo pericolo.

Benché ferito e colpito da una forte emorragia, Machchhar era riuscito a sbloccare la porta della cabina, consentendo l’intervento di alcuni passeggeri israeliani e di altri membri dell’equipaggio. L’aggressore era stato immobilizzato anche con l’impiego di cavi di auricolari, mentre Stephen e Toth, presenti sull’aereo per assicurare il volo di ritorno, avevano raggiunto i comandi.

I due piloti avevano quindi assunto il controllo del Boeing, affrontando una situazione resa particolarmente difficile dalla perdita di quota e dalle conseguenze dell’aggressione. La decisione di dirigersi verso Tabuk, nell’Arabia Saudita nordoccidentale, aveva permesso di effettuare un atterraggio d’emergenza e mettere in salvo le persone a bordo.

Stephen aveva lavorato in precedenza per Fiji Airways, mentre Toth proveniva dalla compagnia sudafricana Airlink ed era entrato in FlyDubai nel 2023. La loro presenza sul velivolo, in quel momento fuori servizio operativo, si era rivelata determinante dopo il ferimento del comandante.
Il 27 ottobre, durante una cerimonia ufficiale negli Emirati, i due piloti sono stati decorati insieme a Machchhar con l’Ordine di Zayed II di prima classe, una delle principali onorificenze emiratine. La decisione è stata presa dal presidente Mohammed bin Zayed Al Nahyan, mentre a consegnare le decorazioni è stato il principe ereditario di Dubai, Hamdan bin Mohammed Al Maktoum, che ricopre anche gli incarichi di vice primo ministro e ministro della Difesa.

Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente emiratino, ha elogiato il coraggio e il sangue freddo dimostrati dall’equipaggio, sottolineando il valore attribuito dagli Emirati alla protezione delle vite umane. Il riconoscimento pubblico ha riportato l’attenzione sull’intervento coordinato che aveva consentito di neutralizzare l’aggressore e completare l’atterraggio.

Alla cerimonia era presente anche Machchhar, ancora in convalescenza. Il comandante indiano è apparso in uniforme, con il braccio sinistro al collo e le cicatrici delle ferite alla testa ancora visibili. Durante un incontro con il presidente emiratino ha riferito di prevedere altri due mesi per il recupero.

L’episodio ha sollevato interrogativi sulla sicurezza dei voli commerciali, soprattutto riguardo alla possibilità che una minaccia provenga direttamente da un membro dell’equipaggio autorizzato ad accedere alla cabina di pilotaggio. Le circostanze dell’aggressione e le eventuali responsabilità nei controlli preventivi richiedono ancora chiarimenti.

Per i tre piloti, intanto, il riconoscimento degli Emirati conclude un mese durante il quale l’attenzione si era concentrata soprattutto sulle condizioni del comandante ferito. La cerimonia ha restituito un volto anche ai due uomini che, assumendo i comandi nel momento più critico, hanno consentito ai passeggeri di raggiungere sani e salvi la pista Sono Hanson Stephen, originario delle isole Figi, e Rowan Toth, sudafricano, i due piloti che il 30 settembre scorso riuscirono a far atterrare in Arabia Saudita un Boeing 737 della FlyDubai diretto a Tel Aviv, dopo che un membro dell’equipaggio aveva aggredito il comandante con un’ascia di emergenza. La loro identità, rimasta riservata per un mese, è stata resa pubblica in occasione della cerimonia con cui gli Emirati Arabi Uniti hanno premiato i protagonisti dell’intervento che evitò una catastrofe con oltre 170 passeggeri a bordo.
L’attacco era avvenuto nella cabina di pilotaggio, mentre l’aereo sorvolava la regione. Secondo la ricostruzione diffusa dopo l’incidente, il copilota omanita Hamam al-Hammami aveva colpito alla testa il comandante indiano Smit Machchhar utilizzando un’ascia custodita nel cockpit. Durante l’aggressione il velivolo aveva perso improvvisamente diverse migliaia di metri di quota, provocando una situazione di gravissimo pericolo.
Benché ferito e colpito da una forte emorragia, Machchhar era riuscito a sbloccare la porta della cabina, consentendo l’intervento di alcuni passeggeri israeliani e di altri membri dell’equipaggio. L’aggressore era stato immobilizzato anche con l’impiego di cavi di auricolari, mentre Stephen e Toth, presenti sull’aereo per assicurare il volo di ritorno, avevano raggiunto i comandi.

I due piloti avevano quindi assunto il controllo del Boeing, affrontando una situazione resa particolarmente difficile dalla perdita di quota e dalle conseguenze dell’aggressione. La decisione di dirigersi verso Tabuk, nell’Arabia Saudita nordoccidentale, aveva permesso di effettuare un atterraggio d’emergenza e mettere in salvo le persone a bordo.

Stephen aveva lavorato in precedenza per Fiji Airways, mentre Toth proveniva dalla compagnia sudafricana Airlink ed era entrato in FlyDubai nel 2023. La loro presenza sul velivolo, in quel momento fuori servizio operativo, si era rivelata determinante dopo il ferimento del comandante.

Il 27 ottobre, durante una cerimonia ufficiale negli Emirati, i due piloti sono stati decorati insieme a Machchhar con l’Ordine di Zayed II di prima classe, una delle principali onorificenze emiratine. La decisione è stata presa dal presidente Mohammed bin Zayed Al Nahyan, mentre a consegnare le decorazioni è stato il principe ereditario di Dubai, Hamdan bin Mohammed Al Maktoum, che ricopre anche gli incarichi di vice primo ministro e ministro della Difesa.

Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente emiratino, ha elogiato il coraggio e il sangue freddo dimostrati dall’equipaggio, sottolineando il valore attribuito dagli Emirati alla protezione delle vite umane. Il riconoscimento pubblico ha riportato l’attenzione sull’intervento coordinato che aveva consentito di neutralizzare l’aggressore e completare l’atterraggio.

Alla cerimonia era presente anche Machchhar, ancora in convalescenza. Il comandante indiano è apparso in uniforme, con il braccio sinistro al collo e le cicatrici delle ferite alla testa ancora visibili. Durante un incontro con il presidente emiratino ha riferito di prevedere altri due mesi per il recupero.

L’episodio ha sollevato interrogativi sulla sicurezza dei voli commerciali, soprattutto riguardo alla possibilità che una minaccia provenga direttamente da un membro dell’equipaggio autorizzato ad accedere alla cabina di pilotaggio. Le circostanze dell’aggressione e le eventuali responsabilità nei controlli preventivi richiedono ancora chiarimenti.

Per i tre piloti, intanto, il riconoscimento degli Emirati conclude un mese durante il quale l’attenzione si era concentrata soprattutto sulle condizioni del comandante ferito. La cerimonia ha restituito un volto anche ai due uomini che, assumendo i comandi nel momento più critico, hanno consentito ai passeggeri di raggiungere sani e salvi la pista di atterraggio.