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Armi israeliane, Parigi chiude, Berna tratta

Parigi impone nuove restrizioni alle aziende israeliane, mentre Berna valuta il sistema Barak MX per la propria difesa aerea

Alessandro Carmi

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Armi israeliane, Parigi chiude, Berna tratta
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La Francia torna a limitare la partecipazione delle industrie militari israeliane alle grandi fiere internazionali, mentre la Svizzera prende in considerazione l’acquisto di un sistema di difesa aerea prodotto in Israele. Due decisioni che mostrano quanto siano divergenti gli orientamenti europei nei confronti della tecnologia militare israeliana, diventata uno dei settori più competitivi dell’industria dello Stato ebraico.

Alla vigilia di Euronaval, il salone internazionale della difesa navale che aprirà il 3 novembre a Villepinte, alle porte di Parigi, il governo francese ha annunciato nuove restrizioni per gli espositori israeliani privati. Secondo quanto riferito dalla stampa israeliana, le autorità hanno imposto condizioni particolarmente severe alla loro presenza, proseguendo una politica che negli ultimi due anni ha provocato ripetuti scontri con le aziende interessate.

Il precedente più controverso risale all’ottobre 2024, quando la partecipazione israeliana a Euronaval venne inizialmente vietata. Un tribunale commerciale parigino annullò successivamente il provvedimento. Le tensioni sono proseguite nel giugno 2025 al Salone aeronautico di Le Bourget, dove i padiglioni di alcune importanti società israeliane, tra cui Israel Aerospace Industries, Rafael ed Elbit Systems, furono oscurati mediante barriere installate prima dell’apertura della manifestazione. Anche Eurosatory, nel giugno scorso, ha visto limitazioni alla presenza israeliana, con il divieto di esporre determinati sistemi offensivi. Ora, in vista dell’edizione 2027 di Le Bourget, le aziende israeliane hanno ricevuto comunicazioni secondo cui gli spazi espositivi più rilevanti sarebbero già esauriti.

Il ministero della Difesa israeliano considera queste iniziative parte di una politica sistematica di esclusione. Per Parigi, invece, le restrizioni si inseriscono nelle scelte politiche adottate nei confronti di Israele dopo le guerre degli ultimi anni. Resta il problema della loro compatibilità con le regole commerciali e della concorrenza, già emerso nei precedenti ricorsi giudiziari.

Mentre la Francia restringe gli spazi espositivi, la Svizzera valuta concretamente la tecnologia israeliana per rafforzare la propria sicurezza. Il sistema Barak MX, sviluppato da Israel Aerospace Industries, è arrivato alla fase finale di una selezione per la difesa aerea, in competizione con il SAMP/T NG del consorzio europeo Eurosam, al quale partecipano aziende francesi e italiane.

Secondo le informazioni diffuse dalla stampa israeliana, il programma potrebbe raggiungere un valore di circa 5,5 miliardi di euro. La decisione svizzera è legata anche ai ritardi accumulati nella fornitura dei sistemi americani Patriot, ordinati nel 2022 e destinati ad arrivare con diversi anni di ritardo rispetto alle previsioni iniziali.

Barak MX dispone di intercettori con differenti gittate, progettati per contrastare minacce aeree di varia natura, compresi droni e missili. La possibilità di selezionare l’intercettore più adatto al bersaglio costituisce uno dei suoi principali vantaggi operativi ed economici. Il sistema è già stato acquistato da diversi Paesi, tra cui Slovacchia, Marocco e Azerbaigian.

Per Israele, l’eventuale contratto svizzero avrebbe un’importanza che supera il valore commerciale. Rafforzerebbe la presenza della sua industria militare nel mercato europeo proprio mentre alcuni governi cercano di limitarne la visibilità e le opportunità di esportazione.

La scelta di Berna, attesa entro l’inizio del 2027 secondo le informazioni disponibili, sarà dunque osservata con particolare attenzione. Sullo sfondo resta una contraddizione sempre più evidente. L’Europa considera essenziale rafforzare le proprie difese contro minacce missilistiche e attacchi aerei, mentre una parte della sua politica continua a ostacolare la partecipazione di uno dei produttori che dispongono di esperienza operativa diretta in questo settore.