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Altri sette terroristi di Hamas eliminati a Gaza

Prosegue la caccia ai responsabili del 7 ottobre. L’esercito israeliano colpisce comandanti e membri dell’unità Nukhba accusati di preparare nuovi attacchi

Paolo Montesi

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Altri sette terroristi di Hamas eliminati a Gaza
Iimmagine generata con AI

L’esercito israeliano ha annunciato l’uccisione di sette terroristi di Hamas in una serie di operazioni condotte nella Striscia di Gaza, tra i quali alcuni comandanti coinvolti nel massacro del 7 ottobre 2023. Gli interventi, resi noti tra il 28 e il 30 ottobre, rientrano nelle attività di individuazione dei responsabili dell’attacco contro Israele e, secondo le Forze di difesa israeliane (IDF), sono stati effettuati per neutralizzare uomini impegnati nella preparazione di nuove operazioni terroristiche.

Quattro miliziani sono stati uccisi mercoledì in due attacchi nelle zone di Khan Younis e Rafah, nel settore meridionale della Striscia. Tra loro figuravano un appartenente alla Nukhba, l’unità d’élite delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam, e un comandante di Hamas. L’IDF sostiene che i quattro stessero lavorando alla ricostituzione delle capacità militari dell’organizzazione e pianificando attentati contro civili e soldati israeliani, in violazione del cessate il fuoco.

Altri tre comandanti erano stati eliminati in precedenti operazioni annunciate mercoledì. Uno di loro aveva partecipato all’assalto alla base militare di Sufa, vicino all’omonimo kibbutz, durante l’offensiva del 7 ottobre. Quel giorno i terroristi riuscirono a penetrare nell’avamposto, dove un gruppo di soldati e carristi israeliani oppose resistenza per diverse ore, prima che la posizione venisse riconquistata. Un secondo comandante aveva attraversato il confine durante il massacro.

Le operazioni confermano la volontà israeliana di proseguire la ricerca dei partecipanti all’attacco del 2023 anche nella fase successiva ai combattimenti su larga scala. La tregua, infatti, ha introdotto nuove limitazioni all’impiego della forza, mentre l’esercito continua a considerare obiettivi militari gli appartenenti a Hamas che, secondo le informazioni d’intelligence, rappresentano una minaccia immediata.

Israele attribuisce particolare importanza alla Nukhba, la formazione specializzata nelle infiltrazioni e negli assalti contro obiettivi fortificati, che ebbe un ruolo centrale nell’operazione del 7 ottobre. I suoi membri furono tra i protagonisti dell’attacco alle comunità israeliane vicine alla Striscia e alle installazioni militari lungo il confine.
Per rintracciare i responsabili del massacro, l’IDF e lo Shin Bet hanno costituito una struttura investigativa speciale denominata Nili, incaricata di identificare gli uomini coinvolti nelle uccisioni, nei rapimenti e nella detenzione degli ostaggi. Le indagini riguardano anche coloro che parteciparono alle cerimonie organizzate da Hamas per la liberazione dei prigionieri israeliani.

Il lavoro degli investigatori si basa sull’analisi di un’enorme quantità di materiale, comprese le registrazioni effettuate dagli stessi terroristi con telecamere GoPro durante gli assalti. Le immagini vengono incrociate con filmati diffusi online, fotografie e informazioni raccolte sul terreno, utilizzando programmi di riconoscimento facciale e strumenti di intelligenza artificiale.

Tra gli uomini individuati e successivamente uccisi figurano, secondo le informazioni israeliane, alcuni dei responsabili del rapimento di Yaffa Adar, l’anziana sequestrata nel kibbutz Nir Oz, e di altri ostaggi, tra cui Yarden Bibas e Avinatan Or.

L’ampiezza dell’operazione emerge anche dai dati diffusi dalle autorità israeliane. Il ministro della Difesa Israel Katz ha indicato in circa 4.000 i terroristi eliminati su un totale stimato di 6.000 partecipanti all’attacco del 7 ottobre, una valutazione che resta attribuita alle fonti militari israeliane.

La prosecuzione di queste operazioni solleva inevitabilmente interrogativi sulla tenuta del cessate il fuoco. Hamas accusa Israele di violare gli accordi, mentre l’IDF sostiene che gli interventi siano necessari per impedire la riorganizzazione delle cellule terroristiche e prevenire nuovi attacchi.

La ricerca dei responsabili del 7 ottobre resta dunque una delle priorità della sicurezza israeliana. La capacità di Hamas di ricostituire le proprie strutture militari, anche dopo le pesanti perdite subite, determinerà in larga misura la durata della tregua e le prospettive di stabilizzazione della Striscia.