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Elezioni al Comune di Venezia. Flop per Amjad Yaaqba

Fallimento della candidatura di Amjad Yaaqba, M5S e sostenitore di Marwan Barghouti

Shinobi

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Elezioni al Comune di Venezia. Flop per Amjad Yaaqba

Imbarazzante flop elettorale per Amjad Yaaqba (architetto, ricercatore, esperto di cooperazione internazionale, ecc.), candidato dal Movimento 5 Stelle al Consiglio Comunale di Venezia alle ultime elezioni amministrative del 2026, a sostegno del candidato sindaco del Centro-sinistra Andrea Martella. Yaaqba è stato sostenuto dalle Comunità Palestinesi del Nord Est e, nel caso di vittoria elettorale, è stato indicato dal M5S come Assessore alla Pace. Alle elezioni amministrative del Comune di Venezia, il Movimento 5 Stelle ha conseguito 2.779 voti (2.61%) e 1 seggio (Sara Visman con 215 voti) mentre Yaaqba ha ottenuto solamente 51 voti, insufficienti per ottenere il seggio.

Yaaqba, come ha dichiarato ai microfoni di “TLDV”, è stato rappresentante dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina negli anni ’80 e ’90. Sul sito della Comunità Palestinese del Nord Est si legge che “a Venezia ha avviato la sua attività come Rappresentante Ufficiale del Popolo Palestinese nel Triveneto, ruolo che ha svolto per circa vent’anni girando l’Italia per portare la voce di un popolo che ancora oggi subisce una brutale occupazione militare. Ha lavorato nella Formazione Professionale e nella Pianificazione Territoriale, contribuendo concretamente alla vita della città.”

Dall’ottobre 2023, le Comunità Palestinesi del Nord Est hanno partecipato a numerose manifestazioni a sostegno della Sumud Flottilla, e contro il “genocidio” e la “carestia” attuate a Gaza da parte di Israele.
Inoltre, le Comunità Palestinesi del Nord Est hanno promosso diverse iniziative per il varo del comitato Free Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi. Tra queste, l’evento dell’8 marzo 2026, presso la Casa di Quartiere di Padova, a cui sono intervenuti Emad Ali (segretario di Fatah in Italia) ed esponenti di Assopace Palestina. In quell’occasione è stato proiettato il documentario “Free Marwan Barghouti”, per poi celebrarel’Iftar, e cioè la fine del digiuno del Ramadan.

Ma non basta. Ancora di recente, il 24 aprile 2026 e sempre a Padova, il Comitato Free Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi, in collaborazione con le Comunità Palestinesi del Nord Est e Assopace Palestina, ha organizzato l’incontro pubblico “Oltre le Sbarre: Libertà e Resistenza”.Hanno partecipato Mona Abuamara (ambasciatrice della Palestina in Italia), che ha aperto il dibattito su Marwan Barghouti e sulla condizione dei prigionieri palestinesi.

Barghouti, detenuto nelle carceri israeliane dal 2002, viene dipinto come figura simbolica della “resistenza non-violenta, spesso definito il Mandela palestinese”. Si sono avvicendati gli interventi di Imad Ali (segretario Fatah Italia), Chreih Mohammed (ex ambasciatore di Palestina, presidente delle comunità palestinesi in Romania) e Yousef Salman (rappresentante di Mezzaluna Rossa Palestinese in Italia).Le Comunità Palestinesi del Nord Est, inoltre, hanno dato impulso alla raccolta di firme per l’appello alla Regione Veneto per il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Insieme alle Comunità Palestinesi del Nord Est, gli altri principali promotori troviamo altre sigle, tra le quali il Tavolo per la Palestina della Bassa Padovana, CGIL Veneto, Unione Sindacale di Base, Partito Democratico, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista, ANPI, Assopace Palestina ecc..

Non va dimenticato – né sottovalutato – che la rete che sostiene la scarcerazione di Baghouti ha una dimensione internazionale. Basti pensare che il 27 aprile 2026, all’evento di Seattle (USA) promosso da Students United for Palestinian Equality & Return, Nidal e Seattle University Students for Justice in Palestine, i partecipanti hanno plaudito l’intervento del terrorista palestinese Raed Abdel-Jalil (in videochiamata dall’Egitto), membro delle Brigate dei Martiri di al-Aqsa di Fatah (fondate da Barghouti), che era stato rilasciato nello scambio tra terroristi palestinesi ed alcuni ostaggi israeliani imprigionati da Hamas a Gaza. Abdel-Jalil è stato rilasciato nel febbraio 2026, dopo aver scontato 23 anni di condanna all’ergastolo, perché protagonista di attacchi terroristici che hanno causato morti e feriti.

Nel materiale promozionale dell’evento, Abdel-Jalil è stato descritto come un “prigioniero politico palestinese” che ha incontrato e “combattuto al fianco” di Marwan Barghouti e di Walid Daqqa, comandante di una cellula del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.Insomma, questa volta Venezia può festeggiare lo scampato pericolo.