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Contro l’antisemitismo. A NYC un hub per startup israeliane

Nasce a Manhattan “Hakibbutz NYC”, uno spazio dedicato alle imprese hi-tech israeliane. L’iniziativa privata punta a rafforzare la presenza economica negli Stati Uniti nonostante le posizioni anti-israeliane del sindaco Zohran Mamdani

Paolo Montesi

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Contro l’antisemitismo. A NYC un hub per startup israeliane

La comunità tecnologica israeliana rilancia la propria presenza negli Stati Uniti con un progetto destinato a rafforzare i rapporti economici tra Israele e il principale mercato mondiale. A Manhattan è stato inaugurato Hakibbutz NYC, il primo centro permanente dedicato esclusivamente alle startup israeliane, concepito come punto di riferimento per imprenditori, investitori e grandi aziende americane.

Il nuovo spazio, situato nel quartiere di Chelsea, nasce dalla collaborazione tra Hakibbutz, realtà israeliana specializzata in spazi di lavoro condivisi, e Israeli Mapped in NY, la piattaforma che censisce e mette in rete le imprese israeliane presenti nella metropoli americana. L’obiettivo è offrire alle aziende che arrivano negli Stati Uniti un ecosistema già strutturato, evitando loro di dover costruire da zero una rete di contatti professionali e finanziari.

Secondo Guy Franklin, fondatore di Israeli Mapped in NY, la struttura si estende su circa 1.700 metri quadrati e ospiterà incontri con investitori, tavole rotonde, attività di networking, eventi professionali e riunioni tra imprese israeliane e grandi società statunitensi. Il progetto è interamente finanziato da capitali privati, senza alcun contributo dei governi di Israele, degli Stati Uniti o della città di New York.

Fra le prime aziende ad avere una sede operativa nel nuovo hub figura Zafran Security, società israeliana specializzata nella sicurezza informatica, uno dei settori nei quali Israele continua a occupare una posizione di leadership mondiale.

L’iniziativa arriva in un momento politicamente delicato. Negli ultimi mesi il nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, esponente della sinistra radicale e sostenitore del movimento BDS per il boicottaggio di Israele, ha assunto posizioni molto critiche nei confronti dello Stato ebraico. Tra i suoi primi provvedimenti figura la revoca di un ordine esecutivo che limitava il sostegno municipale a organizzazioni legate al BDS, mentre la New York City Economic Development Corporation ha rimosso dal proprio sito una pagina dedicata alla promozione delle imprese israeliane.

Nonostante questo clima politico, il tessuto imprenditoriale continua a espandersi. Franklin sottolinea che nell’ultimo anno circa cinquanta startup israeliane hanno aperto attività nella città e che sempre più aziende scelgono New York come base per guidare la propria crescita sul mercato americano, assumendo personale locale e sviluppando rapporti commerciali direttamente dagli Stati Uniti.

La scelta della metropoli non è casuale. Oltre a ospitare una delle più grandi comunità ebraiche del mondo e una consistente presenza di cittadini israeliani, New York rappresenta una porta privilegiata verso il mercato nordamericano ed è logisticamente più vicina a Israele rispetto ai grandi poli tecnologici della California.

Secondo i dati raccolti da Israeli Mapped in NY, operano oggi nell’area metropolitana circa 470 aziende tecnologiche israeliane, mentre uno studio della United States-Israel Business Alliance stima che le imprese fondate da israeliani presenti in città siano quasi seicento. Nel loro insieme impiegano oltre 27.000 lavoratori, generano miliardi di dollari di fatturato e comprendono una ventina di unicorni, società valutate oltre un miliardo di dollari.

L’apertura di Hakibbutz NYC assume così anche un valore simbolico. In una città dove il dibattito politico su Israele è diventato sempre più aspro, l’ecosistema dell’innovazione sceglie di investire anziché arretrare, scommettendo sulla cooperazione economica come terreno di dialogo e sulla capacità delle startup israeliane di continuare ad attrarre capitali, talenti e partner internazionali indipendentemente dalle tensioni politiche.