Un semplice video dell’occhio della durata di dieci secondi potrebbe sostituire, almeno in molti casi, il tradizionale prelievo di sangue per individuare l’anemia. È il risultato di una ricerca condotta dall’Università di Tel Aviv insieme allo Sheba Medical Center, che ha sviluppato un sistema di intelligenza artificiale capace di riconoscere i segni della malattia osservando il flusso del sangue nei minuscoli vasi della congiuntiva, la sottile membrana trasparente che ricopre la parte bianca dell’occhio. Se i risultati verranno confermati da studi clinici più ampi, la tecnologia potrebbe cambiare il modo in cui milioni di persone vengono sottoposte ai controlli di routine.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “npj Digital Medicine”, rappresenta una prova di concetto che dimostra come le immagini dell’occhio possano contenere informazioni molto più ricche di quanto si pensasse finora. I ricercatori hanno coinvolto 224 volontari, sottoponendoli sia ai tradizionali esami del sangue sia a una breve registrazione ad altissimo ingrandimento della circolazione nella congiuntiva. Le immagini sono state elaborate da un sistema denominato Video-to-Vessels, che stabilizza il filmato, elimina i disturbi dovuti ai movimenti dell’occhio ed estrae le caratteristiche dei vasi sanguigni prima di sottoporle all’analisi di una rete neurale.
L’algoritmo ha raggiunto una capacità di identificare l’anemia pari all’82,8 per cento e ha mostrato una correlazione significativa con i valori di emoglobina e con il numero dei globuli rossi rilevati dagli esami di laboratorio. Gli autori sottolineano che l’obiettivo non consiste ancora nel sostituire completamente il prelievo di sangue, bensì nel realizzare uno strumento rapido di screening, capace di individuare i pazienti che necessitano di ulteriori accertamenti.
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda proprio il comportamento dei capillari più piccoli. Gli studiosi hanno osservato che i vasi di calibro ridotto contengono il segnale più affidabile per l’intelligenza artificiale, perché in quelle sottilissime strutture i globuli rossi scorrono spesso uno dietro l’altro, consentendo all’algoritmo di cogliere minuscole variazioni nella dinamica del flusso che risultano strettamente legate ai livelli di emoglobina. Quando il sistema è stato privato delle procedure di stabilizzazione dell’immagine e di eliminazione del rumore digitale, l’accuratezza è diminuita sensibilmente, confermando l’importanza dell’elaborazione preliminare dei dati.
L’anemia rappresenta uno dei disturbi più diffusi al mondo e interessa centinaia di milioni di persone. Può derivare da carenza di ferro, emorragie, malattie croniche, insufficienza renale o patologie del midollo osseo e, quando non viene diagnosticata tempestivamente, provoca affaticamento, difficoltà respiratorie, riduzione delle capacità cognitive e, nei casi più gravi, complicanze cardiovascolari. Bambini, donne in gravidanza e anziani costituiscono le categorie più esposte ai rischi della malattia.
Il professor Ygal Rotenstreich, fra i responsabili dello studio, ritiene che questo lavoro rappresenti un passo importante verso una nuova generazione di esami medici privi di procedure invasive. L’idea è quella di trasformare una semplice acquisizione video in uno strumento diagnostico capace di offrire informazioni che oggi richiedono laboratori specializzati e personale dedicato.
Le possibili applicazioni sono numerose. Un dispositivo portatile basato su questa tecnologia potrebbe essere utilizzato negli ambulatori di medicina generale, nelle case di riposo, durante le visite domiciliari e nelle aree rurali o nei Paesi dove l’accesso ai laboratori è limitato. Anche i reparti ospedalieri potrebbero trarne beneficio, monitorando con maggiore frequenza i pazienti senza ricorrere a continui prelievi di sangue.
Prima che il sistema arrivi nella pratica clinica sarà necessario verificarne l’affidabilità su un numero molto più elevato di pazienti e in condizioni diverse. La direzione della ricerca, però, appare ormai definita. L’intelligenza artificiale continua ad ampliare il proprio ruolo nella medicina e Israele conferma ancora una volta la propria capacità di trasformare la ricerca accademica in innovazione concreta, con tecnologie pensate per rendere la diagnosi più semplice, rapida e accessibile.
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