I testi biblici e gli archeologi di oggi hanno opinioni diverse sui numeri della popolazione del regno di Israele e Giudea in tempi antichi. La Bibbia arriva a dire che,nel periodo di maggiore splendore del regno di Davide, gli ebrei contavano forse un paio di milioni di persone. Gli archeologi e altri ricercatori sono molto più prudenti: i numeri non superano le 200.000 e le 300.000 anime. Si tratta comunque le si voglia considerare, di cifre esigue, di una nazione minuscola. Inversamente proporzionale è invece la domanda: come ha fatto un popolo di queste dimensioni a dare vita a un libro che ha cambiato le sorti dell’umanità, la Bibbia ebraica. È un miracolo culturale di proporzioni enormi, senza precedenti.
Dato che entriamo nella sfera di influenza della Bibbia ebraica, servono alcune nozioni. Il termine Bibbia deriva dal greco antico Biblos-libro, ma scavando più in profondità si scopre che Biblo è papiro, poi libro e anche nome della città, Biblo, in Libano famosa per la produzione di carta di alta qualità.
Per gli ebrei il termine è Tanach, acronimo in ebraico di Torah (Pentateuco), Profeti e Scritti. Nel linguaggio comune della civiltà giudeo-cristiana abbondano detti e precetti di provenienza biblica. Vorrei evidenziare alcune di queste espressioni per dimostrare di quanto sia condizionato il modo di pensare comune. Ecco alcuni con esempi ben noti.
Levitico 19:18- Ama tuo prossimo come te stesso. (Frase celebre, che non ha bisogno di spiegazioni).
Levitico 19:16- Non favorirai il forte contro il povero e farai giustizia. (In tribunale è scritto a caratteri cubitali: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge).
Geremia 34:15- Fate giustizia ai miei occhi e sarete uomini liberi. (È lampante: senza giustizia non ci può essere libertà).
Deuteronomio 16:20 – Giustizia, giustizia perseguirai (tradotto anche “inseguirai”). (Chiariamo: un poliziotto che insegue un delinquente persegue giustizia).
Proverbi 22:6- Insegna al ragazzo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne allontanerà.
Esodo 20:12- Rispetta tuo padre e tua madre perché allegrerai i tuoi giorni. (Vale per sempre, si è prima figli e poi genitori).
Proverbi 10:19 – Nelle molte parole non manca la colpa, ma chi frena le sue labbra è saggio.
Osea 8:7- Chi semina vento, raccoglie tempesta. (E pensare che questo detto è di 2800 anni fa).
Esodo 23:2 – Non andare dietro la moltitudine per fare del male (Precetto di 3000 anni fa!)
Il minuscolo popolo ebraico ha messo le basi per il vivere civile e ciò dovrebbe destare meraviglia e ammirazione. Ahimè, perlopiù non è andata così. A questo punto emerge una domanda che attraversa tutta la storia dell’umanità: perché gli ebrei sono stati trattati in questo modo per secoli e perché, in molte parti del mondo, continuano a esserlo ancora oggi?
*Non sono riuscito a trovare questa frase in nessun versetto del Tanach né in traduzioni ebraiche, cattoliche, protestanti o interconfessionali. Tutto porta a pensare che non sia una citazione biblica letterale. Mi risultano invece:
Deuteronomio (דברים, Devarim) 16:20 «Giustizia, giustizia perseguirai, affinché tu viva…»
oppure
Geremia (ירמיהו, Yirmiyahu) 22:3 «Praticate il diritto e la giustizia; liberate l’oppresso dalla mano dell’oppressore.»
L’ora dei dilettanti

