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Agricoltura. In Israele il miglior raccolto di grano degli ultimi dieci anni

Una distribuzione eccezionale delle piogge nel Negev porta la produzione a circa 140 mila tonnellate e rafforza le riserve strategiche alimentari del Paese

Rosa Davanzo

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Agricoltura. In Israele il miglior raccolto di grano degli ultimi dieci anni

Israele si avvia a chiudere la migliore stagione del grano dell’ultimo decennio. Secondo le stime preliminari del ministero dell’Agricoltura e della Sicurezza alimentare, il raccolto del 2026 dovrebbe raggiungere circa 140 mila tonnellate, un risultato nettamente superiore alla media annuale, che oscilla tra le 80 e le 100 mila tonnellate, e persino al precedente record di circa 126 mila tonnellate registrato tre anni fa.

A determinare questo risultato non è stata tanto la quantità complessiva delle precipitazioni, quanto la loro distribuzione nel corso della stagione. Le piogge autunnali hanno favorito una germinazione regolare delle colture, mentre quelle cadute a marzo hanno fornito l’acqua necessaria nella fase decisiva dello sviluppo delle spighe, evitando che i campi risentissero della siccità tipica della primavera israeliana.

Il dato assume un valore ancora maggiore se confrontato con quanto sta avvenendo in diverse aree agricole dell’Europa e del Nord America, dove eventi climatici estremi, ondate di calore e periodi di siccità stanno riducendo le rese dei raccolti. In Israele, invece, la combinazione tra precipitazioni ben distribuite e condizioni climatiche favorevoli durante la mietitura ha prodotto un’annata particolarmente positiva.

Circa il 70 per cento delle superfici coltivate a grano si trova a sud di Gedera, soprattutto nel Negev. In queste aree sono caduti fra i 400 e i 450 millimetri di pioggia, una quantità considerata ideale per questa coltura. In condizioni normali molti appezzamenti vengono destinati esclusivamente alla produzione di foraggio perché non raggiungono una qualità sufficiente per il consumo umano. Quest’anno, invece, numerosi campi hanno prodotto grano di qualità alimentare, aumentando sensibilmente le quantità destinate alle riserve strategiche dello Stato.

La sicurezza alimentare rappresenta infatti uno dei pilastri della pianificazione israeliana. Pur importando una quota significativa del fabbisogno cerealicolo, Israele mantiene una produzione nazionale considerata essenziale per affrontare eventuali crisi internazionali, interruzioni delle catene di approvvigionamento o situazioni di emergenza legate ai conflitti.

A rendere ancora più prezioso il raccolto israeliano contribuiscono anche le condizioni climatiche del periodo della mietitura. A differenza di quanto avviene in molti Paesi europei, dove il grano viene raccolto con un elevato contenuto di umidità e richiede successivi processi di essiccazione, in Israele il raccolto avviene durante l’estate secca. Questo permette di conservare il cereale più a lungo, riducendo il rischio di muffe, parassiti e deterioramento della qualità.

Secondo Yuval Lipkin, responsabile dell’Amministrazione per la sicurezza alimentare del ministero dell’Agricoltura e della Sicurezza alimentare, il grano rimane una delle colture più strategiche per il Paese. L’eccezionale raccolto del 2026, ha sottolineato, rappresenta una notizia molto positiva sia per il settore agricolo sia per la capacità di Israele di rafforzare la propria autonomia alimentare in una fase nella quale la sicurezza delle forniture agricole è diventata una questione sempre più rilevante sul piano geopolitico.