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71 milioni alla startup israeliana: un cervello ai robot

Jonathan Yaacobi, assunto da Check Point a soli 16 anni, guida Enigma insieme all’ex commilitone Gal Niv per portare l’intelligenza artificiale nel mondo fisico

Alessandro Carmi

Tempo di Lettura: 3 min
71 milioni alla startup israeliana: un cervello ai robot

A sedici anni era già stato assunto da Check Point, diventando il dipendente più giovane nella storia dell’azienda. Oggi, a ventisei anni, Jonathan Yaacobi è alla guida di una delle startup israeliane più promettenti nel settore dell’intelligenza artificiale applicata alla robotica. La sua società, Enigma, fondata meno di un anno fa insieme a Gal Niv, ha appena raccolto un finanziamento iniziale da 71 milioni di dollari, una cifra eccezionale per un’azienda agli esordi.

L’obiettivo dei due imprenditori è ambizioso. Se negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha imparato a comprendere e generare linguaggio, la prossima rivoluzione consiste nel permettere ai robot di interpretare il mondo fisico, prendere decisioni e svolgere attività complesse accanto agli esseri umani. È su questa sfida che punta Enigma, sviluppando modelli di intelligenza artificiale capaci di adattarsi ad ambienti reali e di interagire con persone e oggetti in modo naturale.

Il progetto nasce dall’incontro tra due percorsi fuori dall’ordinario. Yaacobi e Niv si sono conosciuti quando erano ancora adolescenti, partecipando alle competizioni internazionali di cybersecurity, per poi ritrovarsi nell’Unità 8200, il reparto d’élite dell’intelligence militare israeliana che negli ultimi decenni ha formato alcuni dei maggiori protagonisti dell’ecosistema tecnologico del Paese.

Prima ancora del servizio militare, Yaacobi aveva già costruito un curriculum difficilmente replicabile. A tredici anni frequentava corsi universitari di informatica e matematica. Poco dopo arrivò l’assunzione in Check Point e successivamente Microsoft, dove conobbe Asaf Rappaport, fondatore di Wiz e oggi tra gli investitori della nuova impresa. Terminata l’esperienza nella 8200, lui e Niv hanno deciso di trasformare la ricerca più avanzata sull’intelligenza artificiale in un progetto industriale.

Il finanziamento è stato guidato dai fondi statunitensi Index Ventures e Ribbit Capital, con la partecipazione di Conviction Partners e di un gruppo di investitori di primo piano della Silicon Valley. Le risorse serviranno ad ampliare il team di ricerca, rafforzare l’infrastruttura di calcolo e accelerare lo sviluppo della piattaforma.

L’idea di Enigma è costruire modelli di base per la cosiddetta Physical AI, cioè un’intelligenza artificiale progettata per operare direttamente nel mondo reale. A differenza dei grandi modelli linguistici, destinati soprattutto a produrre testi, immagini o codice, questi sistemi devono interpretare ambienti complessi, reagire agli imprevisti e coordinare i movimenti di robot impegnati in attività concrete.

Le applicazioni immaginate sono numerose. Nella grande distribuzione i robot potrebbero occuparsi delle attività più ripetitive, lasciando agli addetti il contatto con i clienti. Negli ospedali potrebbero contribuire a colmare la grave carenza di tecnici specializzati in alcuni esami diagnostici, mentre nell’industria sarebbero impiegati nelle operazioni logistiche e produttive.

Il rapido sviluppo della robotica alimentata dall’intelligenza artificiale riapre inevitabilmente il dibattito sull’occupazione. Yaacobi respinge però l’idea che la tecnologia debba sostituire il lavoro umano. Secondo il fondatore di Enigma, l’obiettivo è aumentare la produttività e consentire alle persone di dedicarsi a mansioni che richiedono competenze, creatività e capacità decisionali.

La società impiega oggi circa venticinque persone tra ricercatori e ingegneri provenienti dai settori dell’intelligenza artificiale, della matematica, della fisica, della robotica e della cybersecurity. Molti arrivano proprio dalla 8200 o dai principali programmi universitari d’eccellenza israeliani, confermando ancora una volta il ruolo decisivo che il sistema scientifico e tecnologico del Paese continua a svolgere nella nascita di imprese innovative.

Per Yaacobi, il segreto del successo resta sorprendentemente semplice. Non esistono scorciatoie, sostiene, né formule magiche. Esiste soltanto la disponibilità ad affrontare problemi che sembrano irrisolvibili, sapendo che anche i migliori hanno iniziato un giorno da zero. È questa convinzione che, nel giro di pochi mesi, ha trasformato una startup appena nata in uno dei progetti più osservati dell’intero panorama mondiale della robotica intelligente.