Il governo britannico ha approvato un piano nazionale contro l’antisemitismo nelle scuole inglesi dopo che un’indagine ufficiale ha rivelato che quasi tre studenti ebrei su cinque hanno subito episodi di discriminazione. Le nuove misure prevedono una formazione specifica per gli insegnanti, procedure più rigorose per registrare gli incidenti e l’adozione della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Quest’ultimo punto ha provocato la reazione del principale sindacato britannico degli insegnanti, contrario all’utilizzo della definizione nelle scuole.
Il rapporto, commissionato dal governo e realizzato da Sir David Bell, vicecancelliere dell’Università di Sunderland ed ex responsabile dell’ispettorato scolastico inglese, descrive una situazione particolarmente preoccupante. Gli episodi segnalati comprendono battute offensive, stereotipi antiebraici e commenti discriminatori, spesso pronunciati negli spazi comuni degli istituti, durante le lezioni oppure attraverso i social network.
Circa la metà degli studenti che hanno assistito o subito comportamenti antisemiti ha dichiarato di aver rinunciato a denunciarli, ritenendoli poco gravi oppure temendo che le proprie segnalazioni sarebbero state ignorate. Un dato che suggerisce come una parte significativa del fenomeno rimanga invisibile alle autorità scolastiche.
La distanza tra la percezione generale e quella degli studenti ebrei è altrettanto significativa. Soltanto il 12 per cento degli intervistati considera l’antisemitismo un problema nel proprio istituto, mentre tra gli studenti ebrei la percentuale sale al 46 per cento.
Il rapporto evidenzia difficoltà anche tra gli insegnanti. Un’indagine condotta su circa diecimila docenti ha rilevato che il 26 per cento ha dovuto affrontare almeno un episodio antisemita. Tra gli insegnanti ebrei, il 51 per cento dichiara di aver subito antisemitismo sul luogo di lavoro nell’ultimo anno e il 52 per cento ritiene che le proprie segnalazioni abbiano ricevuto risposte inadeguate.
Il governo ha accolto tutte le 27 raccomandazioni formulate da Bell, che propone di affrontare l’antisemitismo riconoscendone le caratteristiche specifiche. Secondo l’autore del rapporto, il pregiudizio antiebraico presenta una complessità particolare, poiché coinvolge contemporaneamente aspetti religiosi ed etnici e può manifestarsi attraverso l’attribuzione agli ebrei di responsabilità collettive per le azioni dello Stato di Israele.
Proprio su questo punto si concentra lo scontro politico e sindacale. Il governo intende incoraggiare gli istituti ad adottare la definizione operativa dell’IHRA, già riconosciuta dal Regno Unito e da numerosi altri Paesi. Il documento comprende esempi di antisemitismo contemporaneo, tra cui alcune forme di ostilità verso Israele, precisando che le critiche rivolte allo Stato ebraico analoghe a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese sono legittime.
La National Education Union (NEU), il maggiore sindacato britannico del settore, contesta tuttavia questa scelta. Il segretario generale Daniel Kebede sostiene che la definizione rischi di confondere l’antisemitismo con le critiche al governo israeliano e a quello che il sindacato definisce «genocidio a Gaza». Secondo Kebede, gli insegnanti potrebbero trovarsi nell’incertezza su quali discussioni consentire in classe, con conseguenze negative sulla libertà di confronto degli studenti.
Di segno opposto la reazione del Board of Deputies of British Jews, principale organismo rappresentativo dell’ebraismo britannico, che ha accolto favorevolmente il rapporto e le decisioni governative. L’organizzazione ha espresso particolare apprezzamento per il riferimento alla definizione IHRA, considerata uno strumento utile per riconoscere le manifestazioni contemporanee dell’antisemitismo.
Il Board ha inoltre denunciato il rischio che materiali didattici orientati da agende politiche esterne possano alimentare tensioni e divisioni all’interno degli istituti. Il piano arriva dopo una serie di gravi episodi antisemiti nel Regno Unito, tra cui l’attacco mortale contro una sinagoga di Manchester durante lo Yom Kippur del 2025.
La sua efficacia dipenderà ora dalla capacità delle autorità scolastiche di tradurre le raccomandazioni in interventi concreti, garantendo agli studenti ebrei un ambiente sicuro e agli insegnanti strumenti adeguati per riconoscere e contrastare il pregiudizio. Il confronto sulla definizione IHRA dimostra quanto sia ancora controverso, anche nel sistema educativo britannico, il rapporto tra antisemitismo, discussione politica e responsabilità delle istituzioni.

