Una denuncia penale contro Gideon Sa’ar è stata depositata in Slovenia alla vigilia della visita del ministro degli Esteri israeliano a Lubiana, prevista il 9 e 10 settembre per l’apertura della prima ambasciata israeliana permanente nel Paese. L’iniziativa è della Hind Rajab Foundation, organizzazione filopalestinese con sede a Bruxelles che negli ultimi anni ha promosso numerose azioni giudiziarie contro militari e rappresentanti politici israeliani in diversi Paesi.
La denuncia è stata presentata alla procura distrettuale di Lubiana e alla polizia slovena e attribuisce a Sa’ar responsabilità per presunti crimini di guerra, atti di genocidio e tortura commessi durante il conflitto nella Striscia di Gaza. Al momento, tuttavia, non risulta che le autorità slovene abbiano aperto un’indagine nei confronti del ministro o assunto altri provvedimenti sulla base dell’esposto.
La Hind Rajab Foundation sostiene che Sa’ar debba rispondere delle decisioni assunte in quanto componente del gabinetto politico e di sicurezza israeliano, oltre che delle posizioni espresse pubblicamente durante la guerra. Fra gli episodi indicati nell’esposto figurano le operazioni israeliane contro l’ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia, tra ottobre e dicembre 2024, e l’arresto del suo direttore, Hussam Abu Safiya. L’organizzazione attribuisce inoltre al ministro responsabilità nelle politiche israeliane riguardanti gli spostamenti della popolazione civile e le restrizioni all’ingresso di aiuti e rifornimenti a Gaza.
Si tratta, è bene precisarlo, delle accuse formulate dalla fondazione e non di responsabilità accertate giudiziariamente.
La HRF invoca la possibilità per la giustizia slovena di perseguire determinati crimini internazionali indipendentemente dal luogo nel quale sarebbero stati commessi. È il principio della giurisdizione universale, utilizzato negli ultimi anni dall’organizzazione per presentare denunce in numerosi Paesi nei quali si trovavano temporaneamente cittadini israeliani, in particolare soldati che avevano partecipato alla guerra di Gaza.
Il caso di Sa’ar presenta tuttavia un elemento giuridico ulteriore. In qualità di ministro degli Esteri in carica, il rappresentante israeliano gode durante il mandato di una vasta immunità personale prevista dal diritto internazionale consuetudinario nei confronti della giurisdizione penale degli altri Stati. La presentazione di una denuncia, dunque, non equivale all’apertura di un procedimento e ancora meno implica automaticamente la possibilità di arrestare o perseguire il ministro durante una visita ufficiale.
La Hind Rajab Foundation aveva già preso di mira Sa’ar in precedenti trasferte europee. Nel febbraio 2025 aveva presentato una comunicazione alla Corte penale internazionale in occasione di una sua visita a Bruxelles, chiedendo che fosse indagato per crimini di guerra e contro l’umanità. Due mesi più tardi, durante una visita a Londra, la fondazione aveva promosso un’altra iniziativa legale insieme ad altre organizzazioni.
La HRF prende il nome da Hind Rajab, la bambina palestinese di sei anni morta a Gaza nel gennaio 2024 insieme a diversi familiari. L’organizzazione è guidata da Dyab Abou Jahjah, attivista politico belga-libanese ed ex fondatore della Arab European League, personaggio da tempo controverso nel dibattito politico belga. Dalla sua costituzione, la fondazione ha sviluppato una strategia basata sulla raccolta di materiale pubblicato sui social da militari israeliani e sulla successiva presentazione di denunce nei Paesi in cui questi ultimi si recano.
L’arrivo di Sa’ar assume intanto un significato diplomatico particolare. Israele e Slovenia hanno relazioni diplomatiche dal 1992, ma finora lo Stato ebraico non disponeva di un’ambasciata residente a Lubiana. La nuova sede, che sarà guidata dall’ambasciatrice Ruth Cohen-Dar, segna quindi un rafforzamento della presenza diplomatica israeliana nel Paese. Durante la visita è previsto anche un forum economico sloveno-israeliano.
Proprio la coincidenza tra l’inaugurazione dell’ambasciata e l’iniziativa giudiziaria conferisce alla vicenda una forte dimensione politica. Organizzazioni filopalestinesi slovene hanno annunciato proteste e chiedono alle autorità di intervenire nei confronti del ministro israeliano.
Per il momento, però, l’unico fatto giuridicamente acquisito è il deposito della denuncia. Spetterà alla procura slovena stabilire se esistano i presupposti per darle seguito, tenendo conto tanto delle norme interne sui crimini internazionali quanto dello status di Sa’ar. Il ministro, salvo sviluppi dell’ultima ora, resta atteso a Lubiana per una visita ufficiale che la denuncia della Hind Rajab Foundation ha già trasformato in un nuovo terreno di scontro politico sulla guerra di Gaza.