Un dipinto scomparso da oltre ottant’anni, razziato durante la persecuzione nazista degli ebrei nei Paesi Bassi, tornerà finalmente alla famiglia del suo proprietario. Un tribunale federale argentino ha disposto la restituzione di “Ritratto di signora” a Marei von Saher, unica erede del mercante d’arte ebreo olandese Jacques Goudstikker. L’opera era riapparsa quasi per caso nel 2025, appesa sopra un divano in una fotografia pubblicata per mettere in vendita una casa a Mar del Plata.
Il ritrovamento aveva qualcosa di incredibile. A riconoscere il quadro erano stati alcuni giornalisti del quotidiano olandese AlgemeenDagblad, impegnati in un’inchiesta sul passato di Friedrich Kadgien, funzionario nazista rifugiatosi in Argentina dopo la guerra. La casa apparteneva a sua figlia Patricia Kadgien e al marito Juan Carlos Cortegoso. Poche ore dopo la pubblicazione dell’inchiesta, l’annuncio immobiliare era scomparso e, quando la polizia aveva perquisito l’abitazione, del dipinto non c’era più traccia. Sarebbe stato consegnato alle autorità soltanto più di una settimana dopo dall’avvocato della famiglia.
Ora il giudice federale di Mar del Plata ha approvato un accordo che chiude il procedimento. Kadgien e Cortegoso rinunciano definitivamente a ogni pretesa sull’opera e accettano due anni di messa alla prova, durante i quali dovranno rispettare alcune prescrizioni e versare complessivamente 4,8 milioni di pesos a un ospedale pediatrico della città. In cambio evitano il processo per occultamento aggravato. Se violeranno le condizioni stabilite, il procedimento penale potrà essere riaperto.
La storia del quadro attraversa direttamente uno dei più vasti saccheggi d’arte compiuti dal regime nazista. Jacques Goudstikker era uno dei più importanti mercanti d’arte europei prima della Seconda guerra mondiale. Quando la Germania invase i Paesi Bassi nel maggio 1940, fuggì con la famiglia, morendo durante il viaggio. La sua collezione, che comprendeva circa 1.100 opere, venne successivamente ceduta sotto coercizione a esponenti del regime. Una parte consistente finì nelle mani di Hermann Göring.
“Ritratto di signora” apparteneva proprio a quella raccolta. Per decenni era stato attribuito al pittore barocco Giuseppe Vittore Ghislandi, noto come Fra Galgario, e con questa attribuzione figurava anche negli inventari della collezione Goudstikker. Una perizia ordinata dalla giustizia argentina ha però stabilito che l’autore è Giacomo Antonio Melchiorre Ceruti, il Pitocchetto, maestro lombardo del Settecento. Gli esperti hanno anche confermato senza dubbi la provenienza dell’opera dalla raccolta Goudstikker e ne hanno stimato il valore intorno ai 250 mila euro.
Friedrich Kadgien, padre di Patricia, aveva lavorato nell’apparato finanziario nazista ed era stato coinvolto nella gestione di valuta estera, metalli preziosi e beni confiscati. Dopo la sconfitta della Germania riuscì a sottrarsi alla giustizia, passando prima dalla Svizzera e poi dall’Argentina, dove morì nel 1978 senza essere mai processato.
Resta da chiarire attraverso quali passaggi il quadro sia arrivato nelle sue mani e sia poi rimasto per decenni nella famiglia. Le autorità argentine stanno inoltre esaminando altre opere, stampe e incisioni sequestrate nelle proprietà dei Kadgien per verificare se anch’esse provengano da patrimoni sottratti durante la Shoah.
Marei von Saher, che vive negli Stati Uniti e da anni conduce una battaglia per recuperare le opere appartenute alla famiglia, ha accettato che il dipinto rimanga temporaneamente in Argentina ed entri in esposizione pubblica prima della consegna definitiva. L’intento è far conoscere la storia del saccheggio nazista dei beni culturali e ricordare quanto sia ancora incompleta, a ottant’anni dalla fine della guerra, la restituzione delle opere sottratte agli ebrei d’Europa.
In questo caso un quadro appeso distrattamente sopra un divano ha riaperto una storia che sembrava sepolta. Ottant’anni dopo il furto, la giustizia arriva tardi, come spesso accade nelle vicende legate alla spoliazione nazista. Arriva però nel punto essenziale, restituendo alla famiglia ciò che le era stato sottratto quando persecuzione, rapina e sterminio facevano parte dello stesso sistema.