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Shai Reshef, l’israeliano che ha aperto l’università al mondo

University of the People supera i 270 mila studenti. L’idea nata in Israele nel 2009 offre lauree online a chi resta escluso dall’istruzione superiore

Shira Navon

Tempo di Lettura: 3 min
Shai Reshef, l’israeliano che ha aperto l’università al mondo
Iimmagine generata con AI

Più di 270 mila studenti, distribuiti in oltre duecento Paesi e territori, frequentano oggi l’università fondata dall’israeliano Shai Reshef con un’idea che nel 2009 sembrava quasi un azzardo: usare Internet per offrire un’istruzione universitaria accreditata, con corsi di laurea riconosciuti negli Stati Uniti, a persone che, per ragioni economiche, geografiche o politiche, difficilmente avrebbero potuto varcare la porta di un ateneo.

University of the People è cresciuta fino a diventare una delle più singolari esperienze internazionali nel campo dell’istruzione superiore online.
I numeri fotografano un’espansione impressionante. All’inizio dell’anno accademico 2026-2027 l’ateneo dichiarava 271.095 studenti complessivi provenienti da 216 Paesi e territori, oltre 50 mila dei quali rifugiati o sfollati interni. Soltanto tre anni fa, quando Reshef ricevette lo Yidan Prize for Education Development, gli iscritti erano circa 137 mila. In poco tempo, dunque, la platea è quasi raddoppiata.

Il progetto parte da una convinzione semplice e radicale. Se una parte consistente del costo dell’università tradizionale dipende dalle strutture fisiche e dall’organizzazione che le sostiene, la tecnologia può abbattere quelle spese e raggiungere studenti ovunque si trovino. University of the People, istituzione americana senza fini di lucro con sede in California, svolge interamente online la propria attività e dal 2026 è accreditata dalla WASC Senior College and University Commission, organismo riconosciuto dal dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti.

La definizione «tuition-free» richiede una precisazione. Gli studenti non pagano una retta per l’insegnamento, i materiali didattici o l’iscrizione annuale, mentre sono previste una tassa iniziale e quote per la valutazione dei corsi. Il sistema consente comunque di mantenere costi molto inferiori a quelli abituali dell’istruzione universitaria americana, con possibilità di borse di studio per chi non riesce a sostenerli.

È soprattutto nelle situazioni estreme che il modello immaginato da Reshef mostra il proprio significato. Migliaia di rifugiati hanno potuto continuare a studiare dopo essere stati costretti ad abbandonare il proprio Paese. Tra gli iscritti figurano anche migliaia di donne afghane che, dopo il ritorno dei talebani al potere e la loro esclusione dalle università, hanno trovato nello studio a distanza una delle pochissime possibilità rimaste per proseguire la propria formazione.

Nel 2023 questa esperienza è valsa a Reshef lo Yidan Prize for Education Development, considerato uno dei maggiori riconoscimenti internazionali nel campo dell’educazione. Il premio, del valore complessivo di 30 milioni di dollari di Hong Kong, circa 3,8 milioni di dollari statunitensi all’epoca, ha destinato metà della somma allo sviluppo del progetto. Le risorse sono state impiegate anche per ampliare l’accesso ai corsi, sviluppare programmi in altre lingue e utilizzare nuovi strumenti tecnologici nell’assistenza agli studenti.

University of the People offre corsi di laurea in settori che comprendono economia aziendale, informatica e scienze della salute e ha costruito collaborazioni con istituzioni accademiche come Harvard Business School Online, McGill University e University of Edinburgh.

A diciassette anni dalla fondazione, l’esperimento di Reshef ha ormai superato la dimensione della scommessa tecnologica. La questione che pone riguarda il futuro stesso dell’università, in un mondo nel quale milioni di persone possiedono i requisiti per studiare e rimangono escluse per il luogo in cui sono nate, per il reddito o per una guerra. L’intuizione dell’imprenditore israeliano è stata capire molto presto che una connessione Internet poteva diventare anche una porta d’ingresso all’istruzione superiore. Oggi, per centinaia di migliaia di studenti, quella porta è aperta.