Una birra al miele per augurare un anno buono e dolce. In vista di Rosh HaShanà, il birrificio artigianale Herzl di Gerusalemme ha creato “Shana Tova Kapara”, un’edizione speciale che trasferisce in una Hazy IPA uno dei sapori più familiari della festa ebraica.
La scelta del miele richiama direttamente la tradizione di Rosh HaShanà, quando sulle tavole ebraiche mele e miele accompagnano l’augurio di una shanàtovàumetukà, un anno buono e dolce. Per questa birra Herzl ha scelto miele prodotto in Israele, ottenuto da eucalipto e fiori selvatici.
Il miele viene aggiunto durante la produzione e svolge anche una funzione nella fermentazione, fornendo zuccheri ai lieviti. Il risultato, secondo il birrificio, è una birra più rotonda, con una gradazione alcolica leggermente superiore. “Shana Tova Kapara” raggiunge circa il 5,5 per cento di alcol e combina le caratteristiche tipiche di una Hazy IPA, con note tropicali e un’amarezza contenuta, con una delicata componente dolce.
Anche la lattina è stata realizzata appositamente per l’edizione di Rosh HaShanà, completando un prodotto pensato fin dall’origine come omaggio alla festa.
Herzl è un piccolo birrificio nato nel 2013 nella zona industriale di Talpiot, a Gerusalemme, e negli anni si è fatto conoscere nel panorama israeliano delle birre artigianali grazie a ricette e nomi spesso giocosi e decisamente locali. Lo stesso nome scelto per questa edizione, “Shana Tova Kapara”, unisce l’augurio tradizionale per il nuovo anno alla colloquiale e affettuosa parola israeliana kapara.
La birra ha inoltre una certificazione kasher rilasciata dal rabbinato di Maalot. Un dettaglio essenziale per un prodotto legato esplicitamente a una festività ebraica e destinato ad accompagnarne, almeno idealmente, la celebrazione.
In Israele il mercato della birra artigianale ha sviluppato negli ultimi anni una propria identità, spesso intrecciando ingredienti locali, riferimenti alla cultura del Paese e reinterpretazioni di stili internazionali. L’esperimento di Herzl segue questa strada con un accostamento particolarmente adatto al calendario.
Per una volta, dunque, il tradizionale augurio di un anno dolce può essere anche bevuto. Con moderazione, naturalmente.