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ONU, Israele nel mirino. Uno studio accusa Guterres per i suoi interventi

Analisi su oltre 1.100 dichiarazioni dal 2017 al 2026 è il Paese più citato e il più criticato

Rosa Davanzo

Tempo di Lettura: 3 min
ONU, Israele nel mirino. Uno studio accusa Guterres per i suoi interventi

C’è un dato che colpisce più di altri e che rischia di pesare nel dibattito internazionale nei prossimi mesi, perché secondo uno studio del Jewish People Policy Institute Israele risulta il Paese più citato e più criticato nei discorsi del segretario generale dell’ONU António Guterres, con uno scarto netto rispetto a Stati accusati da anni di violazioni sistematiche dei diritti umani.

L’analisi, condotta dal centro Glazer del JPPI, prende in esame oltre 1.100 dichiarazioni ufficiali pronunciate da Guterres tra il 2017 e l’aprile 2026, includendo conferenze stampa e comunicati istituzionali, e le mette a confronto con i riferimenti ad altri Paesi come Iran, Cina, Russia, Corea del Nord e Qatar. Il risultato è una fotografia che gli autori definiscono coerente e difficilmente riducibile a una percezione soggettiva, perché Israele emerge come il tema più ricorrente nelle prese di posizione del segretario generale, superando anche potenze come la Russia e arrivando a essere citato con una frequenza quasi tripla rispetto all’Iran.

Il punto non riguarda soltanto la quantità, perché lo studio utilizza strumenti di analisi del linguaggio per valutare il tono delle dichiarazioni, e qui il divario si allarga ulteriormente. Più della metà dei riferimenti a Israele viene classificata come negativa, una percentuale superiore a quella registrata per tutti gli altri Paesi presi in esame, mentre per l’Iran prevalgono dichiarazioni neutrali e in alcuni casi positive, e per la Cina non emergono prese di posizione negative nello stesso arco temporale. Anche nei confronti della Russia, pur oggetto di critiche legate alla guerra in Ucraina, il linguaggio risulterebbe meno marcato rispetto a quello utilizzato per Israele.

Il dato più interessante riguarda l’evoluzione nel tempo, perché secondo i ricercatori il tono critico si è intensificato progressivamente, con un’accelerazione evidente dopo il 7 ottobre 2023. In diverse occasioni Guterres ha ribadito il diritto di Israele a esistere e a difendersi, ha condannato gli attacchi di Hamas e ha chiesto la liberazione degli ostaggi, ma queste prese di posizione vengono descritte come brevi o rapidamente superate da critiche più ampie rivolte alle operazioni militari israeliane.

Alcuni passaggi citati nello studio rendono evidente questa dinamica, come l’intervento del 13 ottobre 2023, in cui il segretario generale parlava di un deterioramento pericoloso della situazione a Gaza concentrando gran parte del discorso sulle conseguenze delle operazioni israeliane, oppure la dichiarazione del gennaio 2024 in cui definiva la campagna a Gaza la più intensa del suo mandato, fino ad arrivare all’agosto 2025, quando accusava direttamente Israele di attacchi contro civili e personale sanitario, utilizzando espressioni particolarmente dure.

Per il presidente del JPPI, Yedidia Stern, questi elementi compongono un quadro che solleva interrogativi sul ruolo stesso del segretario generale, perché una funzione che richiede equilibrio e coerenza finirebbe per produrre uno sbilanciamento evidente quando un Paese democratico viene sottoposto a un livello di critica superiore rispetto a regimi autoritari con un record ben documentato di violazioni.

Lo studio invita il ministero degli Esteri israeliano a utilizzare questi dati in sede diplomatica, con l’obiettivo di portare la questione all’attenzione degli Stati membri dell’ONU. Resta da capire se questa analisi riuscirà a incidere realmente sul comportamento dell’organizzazione o se verrà assorbita nel confronto politico più ampio che da anni accompagna il rapporto tra Israele e le istituzioni internazionali, perché il tema, a questo punto, non riguarda più soltanto il merito delle singole dichiarazioni ma la percezione di un criterio che, se confermato, rischia di minare la credibilità stessa dell’arena multilaterale.


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